"Il CD Ŕ morto"
Parola di Alain Levy, boss della EMI,
una delle quattro grandi case discografiche mondiali

1 novembre 2006. -  Ogni tanto, nel mondo della musica, qualcuno muore. A volte si tratta di rockstar maledette o semplicemente giunte al capolinea fisiologico della loro avventura terrestre. A volte si tratta di oggetti, supporti, idee. C'Ŕ anche chi - come il rock - Ŕ capace di morire due, tre, quattro volte, per poi risorgere puntualmente appena un gruppo riesce a scrivere una nuova travolgente canzone con chitarra, basso e batteria.

Il funerale di oggi riguarda il cd e il discorso commemorativo Ŕ stato pronunciato in pubblico venerdý scorso da Alain Levy, gran capo di una delle quattro major discografiche, la EMI. Levy ha ripetuto alcuni concetti che circolano in Rete ormai da diverso tempo, ma che in bocca a uno dei big dell'industria fanno sempre un certo effetto."Il cd come lo conosciamo non esiste pi¨", ha detto Levy, "e noi dobbiamo imparare a trovare dei modi pi¨ innovativi per venderlo, magari aggiungendo del materiale extra".

Difficile dargli torto. La regressione delle vendite di cd, iniziata nel 2000 in non casuale concomitanza con il diffondersi di Napster e della musica online, ha oggi accelerato ulteriormente il suo passo. Secondo il sito digitalmusicnews.com, che cita fonti anonime ma attendibili interne all'industria, il 2006 potrebbe passare alla storia come l'anno del definitivo affogamento, con una perdita in termini di album venduti che probabilmente supererÓ la quota record del 15 per cento, avvicinando forse addirittura il 20.

Difficile pensare a una morte improvvisa. Il cd resisterÓ ancora per diversi mesi, forse anche qualche anno, come canale principale di distribuzione musicale. D'altronde, come ha fatto notare lo stesso Levy, "mica a Natale si pu˛ regalare alla suocera i buoni per scaricare musica da iTunes". Ma la strada a medio-lungo termine Ŕ definitivamente segnata. Adesso rimane da vedere quale sarÓ la capacitÓ dei nuovi rampanti settori del mercato digitale (download, telefonia mobile) di sostituire il supporto principe in via d'estinzione.

 

Da La Stampa Web