A Bologna, dal 19 ottobre, “La mostra sospesa”, con 68 quadri di Orozco, Rivera y Siqueiros.

 

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9 ottobre 2017 - Doveva essere inaugurata il 13 settembre del 1973 a Santiago del Cile, come testimonianza di solidarietà e amicizia da parte di un'altra nazione latinoamericana, il Messico, arrivata alla democrazia dopo una rivoluzione sanguinosa, sostenuta da una nuova forma di espressione popolare, fondata sull’idea post romantica della libertà: il muralismo.

Ma, due giorni prima, il generale Augusto Pinochet ruppe gli indugi ed effettuò il colpo di Stato che lo mantenne al potere nei diciassette anni successivi. E così, i quadri di José Clemente Orozco, Diego Rivera e David Alfaro Siqueiros vennero imballati in fretta e furia ed imbarcati su un velivolo dell’Aeroméxico insieme alla vedova e i due figli dell’ex presidente Salvador Allende. Nessuno vide neanche uno di quei quadri inediti e la collezione ritornò nei musei messicani da dove proveniva.

Per questo, da allora, diventò “la exposición pendiente” (la mostra sospesa).

Dopo una tappa iniziale nel 2015 in Cile, grazie al lavoro del Museo d’Arte Carrillo Gil di Città del Messico —proprietario della maggior parte delle opere—, l'esposizione arriva per la prima volta in Europa e in Italia nella sede di Palazzo Fava a Bologna, dove rimarrà aperta al pubblico dal 19 ottobre 2017 al 18 febbraio 2018, in una co-produzione tra la pinacoteca di Avenida Revolución, Fondazione Carisbo, Genus Bononiae-Musei nella Città e la società italiana Glocal Project Consulting.

I visitatori potranno ammirare 68 opere, tra le più significative della pittura dei principali muralisti messicani, riconosciute patrimonio nazionale nella loro Patria e provenienti anche dal Museo Nacional de Arte e dal Museo de Veracruz. L'orario è dalle ore 10 alle 20, dal martedì alla domenica. Biglietto intero 13 euro, ridotto 10 euro.

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(massimo barzizza / puntodincontro.mx)