Servizi consolari in Messico: «tempi di attesa inaccettabili». Richieste soluzioni urgenti.

 

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19 aprile 2017 - I tempi di attesa per ottenere il rilascio o il rinnovo di un passaporto nel continente americano stanno raggiungendo livelli che molti considerano inaccettabili.

Nei giorni scorsi, il Movimento Associativo Italiani all'Estero (MAIE) —partito politico nato nel 2007—, mediante i suoi rappresentanti in Messico Giancarlo Quacquarelli e Antonio Catino (rispettivamente coordinatore nazionale e coordinatore per la zona pacifico-occidentale), ha chiesto ed ottenuto un appuntamento con l'Ambasciatore Luigi Maccotta e il Capo della Cancelleria consolare Paolo Epifani, per «rappresentare le preoccupazioni dei connazionali sul processo di smantellamento in corso che sta interessando le nostre strutture diplomatico-consolari, con effetti immediati sulla qualità dei servizi resi sul territorio».

Durante la riunione è stato consegnato al capo missione e al console un documento che contiene 10 richieste di carattere urgente per garantire che «tutti abbiano accesso agli uffici consolari e alle prestazioni dei servizi con trattamento consono alla dignità umana» e per «dare dignità a chi lavora nei Consolati» dato che «lavorare in queste condizioni di risorse umane ed economiche è fonte di frustrazione per il personale».

Quasi allo stesso tempo, l'On. Francesca la Marca, —deputata eletta nella circoscrizione America del Nord e Centrale— ha diffuso un comunicato in cui segnala di aver «interrogato il governo per sollecitarlo, nell’immediato, a rendere possibile, in vista dell’ondata estiva di partenze, una dotazione di personale nei consolati e una circuitazione di funzionari itineranti più adeguate alle reali necessità».

In questo contesto, Puntodincontro ha intervistato ieri per telefono il Console Epifani: «L'Ambasciatore ed io abbiamo ricevuto la settimana scorsa Giancarlo Quacquarelli ed Antonio Catino del MAIE», ha detto Epifani.

«È stato un incontro molto cordiale e molto costruttivo: l'approccio non è stato di critica nei confronti dell'ambasciata. La loro intenzione era quella di proporre un documento che potesse  tener conto anche della situazione oggettiva. I delegati del Movimento Associativo Italiani all'Estero ci hanno chiesto di trasmettere il documento al Ministero degli Affari Esteri, richiesta alla quale abbiamo risposto affermativamente».

«I dati di fatto oggettivi» —ha continuato Epifani— «sono questi: al mio arrivo, nell'ottobre del 2015, il consolato contava con l'appoggio di nove impiegati che nell'aprile 2017 sono diventati sei, a causa di un pensionamento, un ritorno a Roma ed un trasferimento presso un'altra sede. Non sono stati ancora sostituiti. Un altro dato oggettivo è che la comunità italiana [in Messico, ndr] è in forte crescita: quando sono arrivato il dato era di 18mila 500 connazionali iscritti all'AIRE, ma entro la fine del 2017, molto probabilmente, raggiungeremo quota 22mila. Se facciamo una semplice operazione aritmetica, 18mila 500 iscritti diviso 9 dava un risultato di poco più di 2mila connazionali  per ogni unità di personale, mentre per la fine dell'anno, dividendo 22mila per 6, la cifra si avvicina ai 3.700 a testa».

«Inoltre» — ha aggiunto il console — «il volo diretto Roma-Città del Messico ha aumentato notevolmente il numero dei turisti in arrivo dal Belpaese che, assieme ad altri fattori che hanno spinto i nostri connazionali a scegliere questa nazione come destinazione per le vacanze, ha portato la cifra ad un record nel 2016 di 180mila turisti italiani in terra azteca».

«Quindi, riassumendo, la diminuzione del personale assieme all'aumento degli nostri concittadini residenti in Messico —iscritti e non iscritti all'AIRE— ed una crescita notevole del turismo italiano in questo Paese ha comportato un aumento dei tempi di erogazione dei servizi consolari».

«Stiamo utilizzando, comunque, diverse  soluzioni per limitare al massimo il disagio per la nostra collettività: abbiamo aumentato il numero delle missioni itineranti per evitare, nel caso dei cittadini italiani che vivono in altre città di questo enorme Paese, l'attesa dell'appuntamento per l'emissione o il rinnovo del passaporto che oggi, in queste condizioni, è di circa sei mesi».

Puntodincontro: Dopo la data dell'appuntamento, quanto tempo ci mette il Consolato per consegnare il passaporto?

«Il passaporto si consegna il giorno stesso dell'appuntamento».

Puntodincontro: Quindi, nelle condizioni in cui si trova oggi il Consolato, per l'emissione o il rinnovo di un passaporto, senza missioni itineranti, il tempo previsto è di circa sei mesi?

«Esatto. Vorrei però far notare che non c'è una persona che ci abbia segnalato  una reale e comprovata urgenza alla quale noi abbiamo detto di no.. Per queste situazioni particolari, gli interessati possono scrivere a consolare.messico@esteri.it o a passaporti.messico@esteri.it e noi cerchiamo sempre di dare una soluzione. Se invece l'urgenza non è immediata, suggeriamo loro di continuare a consultare il portale per vedere se nel frattempo si siano liberati altri appuntamenti».

«Vorrei poi sottolineare la dedizione del personale del Consolato, che sta facendo i turni per sostituire le persone che sono andate via e rimane spesso la sera tardi a lavorare per smaltire le pratiche. Molti dicono che lavoriamo solo tre giorni la settimana, ma quelli sono i giorni in cui siamo aperti al pubblico. Quando non lo siamo, qui si lavora lo stesso».

Puntodincontro: Il mondo ideale per il Consolato italiano in Messico sarebbe ritornare alle 9 persone che c'erano prima o averne di più?

«L’ideale sarebbe, almeno in una prima fase, coprire le attuali carenze di organico. Sia l'Ambasciatore Busacca che l'Ambasciatore Maccotta hanno già segnalato al Ministero degli Esteri queste carenze e siamo fiduciosi che ci possa arrivare una risposta positiva in tempi brevi».

Quale dovrebbe essere un tempo ragionevole per ottenere un appuntamento in condizioni normali con sufficiente personale?

«Prima di queste carenze e prima dell'incremento dei residenti e dei turisti, il tempo di attesa era di circa 90 giorni. Ma le reali urgenze, lo ribadisco, sono sempre state e saranno sempre trattate in maniera diversa».

Un'ultima domanda: quanti sono oggi gli iscritti all'AIRE in Messico?

Tra i 21mila e i 21mila 500. La proiezione per la fine dell'anno è di 22mila.

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Cilcca qui per scaricare il testo completo del documento consegnato dal MAIE Messico all'Ambasciata.

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Clicca qui per scaricare il testo completo del comunicato diffuso dall'On. Francesca la Marca il 7 aprile 2017.

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(massimo barzizza / puntodincontro.mx)