Cacciari: «Twitter decide chi può parlare, è scandaloso»

Cacciari: «Twitter decide chi può parlare, è scandaloso»

Ore 05:37:42 - «Continuerà a parlare sui giornali, alle televisioni, è evidente che continuerà a parlare. Mica sto piangendo sulle sorti di Trump. È una questione di principio». Lo ha detto al quotidiano italiano Repubblica il filosofo, accademico ed ex sindaco di Venezia Massimo Cacciari, riferendosi alla decisione di Twitter e di Facebook di chiudere il profilo del presidente degli Stati Uniti.

«Ha dell'incredibile che un'impresa economica la cui logica è volta al profitto, come è giusto che sia, possa decidere chi parla e chi no. Non è più neanche un sintomo. È una manifestazione di una crisi radicale dell'idea democratica e che alcuni democratici non lo capiscono vuol dire che siamo ormai alla frutta», ha aggiunto.

«Adesso i mezzi con cui uno fa politica, piacciano o non piacciano, sono questi» —afferma il fondatore della Facoltà di Filosofia dell'Università Vita-Salute San Raffaele— «io ho smesso anche per questo motivo, non esiste per me. Il mezzo fa il messaggio, il mezzo è il messaggio, come sappiamo da qualche secolo. Che un politico, costretto per svolgere il suo mestiere a usare questi mezzi, possa averne accesso in base a decisioni del capitalista che detiene il potere assoluto su questi mezzi stessi, a me pare inaudito».

«Dovrebbe esserci un'autorità politica costituita sulla base di procedimenti di legge, come quella per la privacy, un'autorità che sulla base di principi della Costituzione dica Trump non può parlare. Benissimo, allora io applaudo. Poi è evidente che Trump non dovrebbe parlare, che un politico non deve essere messo nelle condizioni di incitare all'odio, alla violenza: ma chi lo decide? Quello che fino al giorno prima era il suo sostenitore? Che non si capisca lo scandalo di questa cosa vuol dire che ormai siamo proprio pronti a tutto. Lo diceva anche Lacan: volete un padrone? Lo avrete».