10º anniversario dell’iscrizione della Dieta mediterranea e della Cucina tradizionale messicana nel Patrimonio Culturale Immateriale

10º anniversario dell’iscrizione della Dieta mediterranea e della Cucina tradizionale messicana nel Patrimonio Culturale Immateriale

Dieci anni fa, il 16 novembre 2010, a Nairobi in Kenya il Comitato Intergovernativo della Convenzione Unesco sul Patrimonio Culturale Immateriale approvava l’iscrizione della Dieta mediterranea e della Cucina tradizionale messicana nella Lista del Patrimonio Culturale Immateriale.

L'anniversario è un'occasione di celebrazione in Italia —promotrice della candidatura della Dieta mediterranea insieme a Spagna, Grecia e Marocco— e in Messico.

«Per il nostro Paese», ha affermato la ministra italiana alle Politiche agricole Teresa Bellanova, «è una data importante. Il riconoscimento di una distintività. Da quel momento Made in Italy e Dieta mediterranea hanno avuto nel mondo gli stessi sapori, gli stessi profumi, lo stesso fascino. Se la celebriamo come merita è anche per ribadire che il patrimonio della Dieta Mediterranea va tutelato, salvaguardato, protetto. Per questo siamo impegnati a creare l’Ufficio per la Dieta mediterranea presso il nostro Ministero; promuovere e diffondere i principi e le ragioni della Dieta Mediterranea attraverso uno specifico portale web; realizzare nel 2021 un programma di comunicazione istituzionale sulle tematiche della Dieta mediterranea anche in vista di Expo Dubai; sviluppare iniziative sulla dieta mediterranea e sulla educazione alimentare nelle scuole e nelle Università anche con il supporto del CREA/Alimentazione. Un impegno significativo. Perché siamo convinti della straordinaria forza e rilevanza di questo patrimonio. E perché riteniamo che trasmetterlo alle nuove generazioni sia un compito necessario a cui non vogliamo sottrarci».

Da parte sua, l'ambasciata messicana in Italia ha trasmesso oggi un evento commemorativo —con la partecipazione dell'Ambasciatore Carlos García de Alba e del Dottor Enrique Márquez, direttore esecutivo della Diplomazia culturale della Secretaría de Relaciones Exteriores— durante il quale si è svolta la premiazione del concorso gastronomico Xitomatl-Pomodoro.

È interessante ricordare le motivazioni utilizzate dall'Unesco per supportare entrambe le iscrizioni durante la seduta di dieci anni fa.

La Dieta Mediterranea, promotrice dell'interazione sociale

«La dieta mediterranea comprende un insieme di conoscenze, abilità pratiche, rituali, tradizioni e simboli relativi ai campi e alle colture agricole, alla pesca e all'allevamento degli animali, nonché ai metodi di conservazione, trasformazione, preparazione, condivisione e consumo degli alimenti. L'atto di mangiare insieme è uno dei fondamenti dell'identità culturale e della continuità delle comunità del bacino del Mediterraneo. È un momento di scambio sociale e di comunicazione, ma anche di affermazione e rinnovamento dei legami che costituiscono l'identità della famiglia, del gruppo o della comunità. Questo elemento del patrimonio culturale immateriale sottolinea i valori dell'ospitalità, del buon vicinato, del dialogo interculturale e della creatività, nonché uno stile di vita guidato dal rispetto della diversità. Inoltre, svolge un ruolo essenziale come fattore di coesione sociale negli spazi culturali, nelle celebrazioni e nei festeggiamenti, riunendo persone di tutte le età, condizioni e classi sociali. Copre anche settori come l'artigianato e la produzione di contenitori per il trasporto, la conservazione e il consumo degli alimenti, come piatti e bicchieri in ceramica. Le donne svolgono un ruolo fondamentale nella trasmissione di competenze e conoscenze legate alla dieta mediterranea, salvaguardando le tecniche culinarie, rispettando i ritmi stagionali, osservando le festività del calendario e trasmettendo i valori di questo elemento del patrimonio culturale alle nuove generazioni. Anche i mercati alimentari locali svolgono un ruolo fondamentale come spazi culturali e luoghi di trasmissione della dieta mediterranea in cui la pratica quotidiana degli scambi favorisce l'armonia e il rispetto reciproco».

La cucina tradizionale messicana e il “malinteso del Michoacán”

«La cucina tradizionale messicana è un modello culturale completo che include attività agricole, pratiche rituali, antiche conoscenze, tecniche culinarie, costumi e modi di comportamento comunitari ancestrali. Ciò è reso possibile dalla partecipazione della collettività all'intera filiera alimentare tradizionale: dalla semina e raccolta delle piantagioni alla preparazione culinaria e degustazione degli alimenti. Gli elementi base del sistema sono il mais, i fagioli e il peperoncino; oltre a metodi di coltivazione unici, come le milpas (coltivazione per rotazione di mais e altre piante, con taglio e bruciatura del terreno) e le chinampas (isolotti artificiali per la coltivazione in zone lacustri); procedure di preparazione culinaria come la nixtamalizzazione (mondatura del mais con acqua e calce per aumentarne il valore nutritivo); e utensili speciali come il metate e i mortai di pietra. Ai prodotti alimentari di base vengono aggiunti ingredienti autoctoni come pomodori di diverse varietà, zucche, avocado, cacao e vaniglia. L'arte culinaria messicana è molto elaborata e carica di simboli: anche le tortillas e i tamales consumati quotidianamente fanno parte delle offerte del Giorno dei Morti. Nello Stato di Michoacán e in tutto il Messico si possono trovare gruppi di cuochi ed altre persone che praticano tradizioni culinarie dedite al miglioramento dei raccolti e della cucina tradizionale. Le loro conoscenze e tecniche sono l'espressione del carattere della comunità e consentono di rafforzare i legami sociali e consolidare il sentimento di identità a livello nazionale, regionale e locale. Gli sforzi compiuti in Michoacán per preservare la cucina tradizionale ne sottolineano anche l'importanza come mezzo di sviluppo sostenibile».

Gli argomenti della candidatura messicana furono presentati sotto il titolo “La cucina tradizionale messicana, cultura comunitaria, ancestrale e vivente. Il paradigma del Michoacán”, intestazione che provocò confusione, poiché lasciava aperta la possibilità che l'iniziativa alludesse solo alla gastronomia dello Stato di Michoacán, e non a quella del resto del Paese.

Anche il Grupo Maseca (Gruma), in qualità di sponsor permanente del progetto e del Conservatorio della Cultura Gastronomica Messicana, chiarì che la candidatura non era per la cucina del Michoacán, ma per tutta la gastronomia messicana.

La posizione di Gruma fu sostenuta da Alfonso de Maria y Campos, allora direttore generale dell'Istituto nazionale di antropologia e storia (INAH).

«È molto importante chiarire che la dichiarazione si riferisce alla cucina tradizionale di tutto il Messico. Non va confusa con l'esempio che abbiamo posto come paradigma, che è la gastronomia del Michoacán», sottolineò il funzionario a vari media. Ed aggiunse: «Se avessimo cercato di presentare la ricchezza della cucina messicana, con la sua molteplicità di espressioni e varianti, sarebbe stato lungo e complicato. Abbiamo deciso di presentare il Michoacán come modello perché il documento era stato inizialmente preparato in quello Stato, da un gruppo che aveva già avuto una precedente esperienza fallita».