«Pompei fu fondata dagli estruschi»

«Pompei fu fondata dagli estruschi»

Ore 05:44:23 Il greco Strabone (60 a.C-21 d.C.) ne faceva risalire le origini agli Osci, una popolazione di ceppo sannitico della Campania preromana. E per tanti secoli si è pensato che il celebre geografo, storico e filosofo di Amasea avesse ragione.

Ma sulla fondazione di Pompei, avvenuta almeno 700 anni prima della sua tragica fine, è di fatto sempre rimasto il mistero. Una nebbia che i risultati delle ultime campagne di scavo avviate nel parco archeologico patrimonio dell'umanità sembrano ora stemperare con una serie di ritrovamenti che raccontano un'altra verità: quella di una città etrusca «per lingua e per cultura», seppure costruita con uno stile tutto suo, che poco ricorda quello della madrepatria.

Ne ha parlato il direttore del parco archeologico, Massimo Osanna, qualche giorno fa durante una presentazione delle nuove scoperte all'Accademia dei Lincei. Sarebbero stati gli etruschi —molti secoli prima che la città diventasse una colonia romana— a fondare Pompei, a darle forma con le mura, ad organizzare le sue strade «seguendo il cielo e le stelle», come già avevano fatto per Tarquinia, Veio e Cerveteri, le città dalle quali sembrano essere arrivati i suoi primi abitanti.

A spingere «con insistenza» verso l'ipotesi di una fondazione etrusca, spiega Osanna, sono innanzitutto gli oggetti: centinaia di anfore, vasi e ampolle, tra cui oltre 70 coppe con iscrizioni ritrovate nello scavo di un santuario costruito lungo la strada che collegava la città al mare. Il tempio era stato individuato già negli anni '60 e scavato ancora negli anni '90 —ha spiegato l'archeologo— ma i reperti più interessanti sono stati rinvenuti e studiati nel corso della campagna di scavi avviata nel 2014. Un ritrovamento, sottolinea, che fa di Pompei «il luogo che ha restituito il maggior numero di iscrizioni etrusche fuori dall'Etruria».

Molte di queste coppe recano graffiti con frasi rituali accompagnate dal nome di chi ha fatto l'offerta. E si tratta sempre di nomi —alcuni dei quali mai ritrovati prima in territorio campano— ben conosciuti nei centri etruschi del centro Italia. Anche la divinità onorata, indicata su questi oggetti con il generico “Apa” (padre), sembra rimandare alla cultura religiosa etrusca. Un'evidenza che si ripete, fa notare l'archeologo, «per il santuario di Apollo, la principale area sacra pompeiana, prossima alla piazza pubblica», dove gli scavi hanno restituito coppe con iscrizioni «ancora una volta in alfabeto e lingua etrusca».

L'ipotesi che prende forma è quella di una città che venne fondata e costruita nell'arco di pochi decenni da un gruppo di persone —in parte forse anche schiavi liberati— di lingua e cultura etrusca che, però, per costruire mura, case e templi si avvalsero di «maestranze locali», influenzate dalla mescolanza di culture che allora animava il territorio campano.