Spagnolo messicano con troppi diminutivi? È colpa del náhuatl

Spagnolo messicano con troppi diminutivi? È colpa del náhuatl

Ore 12:14:55 - I messicani sono conosciuti in tutto il mondo per la loro gentilezza nel parlare, che è stata addirittura spiegata come una conseguenza della sottomissione coloniale. Esistono, tuttavia, espressioni dello spagnolo messicano che, come nel caso dei diminutivi, potrebbero essere dovute all'influenza ancora presente dalla lingua náhuatl, l'idioma parlato dai popoli oggi identificati come Nahua, tra cui gli Aztechi e i Toltechi.

Secondo l'articolo Posible influencia del náhuatl en el uso y abuso del diminutivo en el español de México, dello specialista in culture mesoamericane José Ignacio Dávila Garibi (1888-1981), l'uso del diminutivo in in questo Paese latinoamericano potrebbe essere simile a certe forme linguistiche del náhuatl. Oggi è comune sentire parole come frijolitos (fagiolini), casita (casetta) e esposita (mogliettina), anche quando non corrispondono alla realtà fisica dell'oggetto di riferimento e il diminutivo è così comune da essere applicato a interiezioni, espressioni e persino avverbi, generando termini come “adiosito”, “favorcito” o “apenitas”. Anche le parole Dio (Diosito), Vergine (Virgencita) e madre (madrecita) vengono frequentemente “ridotte” per riflettere un maggiore affetto e familiarità.

Secondo Dávila Garibi, questo uso eccessivo —senza pari in altri Paesi di lingua spagnola— deriva dallo scambio culturale durante i primi anni della Nuova Spagna. A questo proposito menziona: «L'uso del diminutivo in Messico è come il pane quotidiano. Perché? Indubbiamente —credo— a causa dell'influenza del náhuatl in cui il diminutivo è usato abbondantemente e che i conquistatori spagnoli dovettero necessariamente parlare per comunicarsi con le popolazioni locali».

L'avvocato, storico, ricercatore, professore e accademico spiega che in náhuatl ad alcune parole viene aggiunto un suffisso —lo stesso che le rende diminutive— per alterarne il significato in contesti specifici. Ad esempio, il sostantivo mázatl (cervo), diventa mazaconetl per descrivere un animale giovane o neonato, mentre un esemplare nano sarebbe mazatepito e per esprimere rispetto o amore si utilizzerà mazatzin.

L'applicazione dei diminutivi è così comune in questa lingua preispanica che raggiunge anche i toponimi, come nel caso di Mazapilco (luogo del cervo).

In náhuatl il diminutivo non implica necessariamente un'espressione di familiarità, poiché ci sono parole che vengono sempre usate con questa forma. Un esempio di ciò sono etzintli (fagiolini), mimizton (gattino), tepitzin (un pochino), ecc.

A causa dell'influenza che i popoli Nahua ebbero naturalmente sui conquistatori, è logico che si siano conservate forme di espressione che con il passare dei secoli sono diventate comuni anche in spagnolo. A partire dagli inizi del terzo decennio del XVI secolo, la maggior parte degli evangelizzatori e degli educatori dovettero diventare bilingue per intraprendere il loro lavoro, in modo analogo a quello dei popoli conquistati che si adattavano alla loro nuova realtà.