In arrivo la «Netflix della cultura italiana»

In arrivo la «Netflix della cultura italiana»

Non ha ancora un nome il portale che arriverà a fine febbraio lanciato dal ministro Dario Franceschini con lo slogan “la Netflix della cultura italiana”. Lo scorso aprile il titolare del dicastero incaricato dei Beni e delle attività culturali (Mibact) ha annunciato: «Stiamo ragionando sulla creazione di una piattaforma che consenta di offrire al mondo la nostra cultura a pagamento, una sorta di Netflix, che potrà servire in questa fase di emergenza per diffondere i contenuti culturali con un'altra modalità, ma sono convinto che l'offerta online continuerà anche dopo».

Ora l'idea del Mibact si concretizza: Cassa depositi e prestiti (Cdp) —istituzione che finanzia il capitale di imprese strategiche per lo sviluppo del Paese— il 3 dicembre ha confermato l'arrivo della piattaforma con «l'obiettivo di sostenere il settore delle arti dello spettacolo, particolarmente colpito nel corso di quest'anno dalla pandemia da Covid-19». Per la realizzazione e la gestione di questa iniziativa innovativa il Mibact e Cdp hanno avviato un'interlocuzione con la Rai ed i principali operatori presenti nel mercato italiano, all'esito della quale è stata indetta una procedura competitiva aperta per l'individuazione di un partner industriale.

È stata così selezionata Chili Spa —società attiva dal 2012 nel settore dei servizi di TV on demand e che conta oltre 4 milioni di utenti iscritti— per la sua esperienza internazionale nel settore. Per la gestione è stata costituita in tempi record una nuova società controllata al 51% da Cdp e al 49% da Chili Spa. L'investimento iniziale prevede uno stanziamento di 10 milioni di euro da parte del ministero, 10 milioni di euro da parte di Cdp e 9 milioni da parte di Chili.

La nuova piattaforma sarà divisa in canali dedicati alle arti —come ad esempio l'opera, il teatro, la musica pop e classica— ospitando i principali musei e aperta anche a singole esperienze. Ci sarà un meccanismo di compensazione con lo spacchettamento degli abbonamenti ai canali ed un sistema di vendita online dei singoli eventi. L'intenzione è quella di creare spazi per i grandi nomi —sostenendo allo stesso tempo anche realtà meno forti dal punto di vista commerciale, come è giusto in una piattaforma dall'anima pubblica— per lanciare la cultura italiana nel mondo ed aiutare la crescita dei progetti.

Nell'ambito delle produzioni audiovisive, le trasmissioni in diretta e i podcast, La Scala, gli Uffizi e Pompei sono alcuni dei nomi già potenti dal punto di vista della promozione internazionale. Oltre alla parte a pagamento ci sarà un'offerta gratuita. Si punta anche ad accordi con altre piattaforme internazionali.

Da fine febbraio, quindi, si potrà accedere a un'offerta ampia, diversificata e sicuramente molto concorrenziale. Si potranno effettuare tour virtuali dei principali musei italiani e delle maggiori mostre di interesse pubblico, visitare festival e fiere e scegliere fra un ampio catalogo di film e altri contenuti tematici. Nella piattaforma sarà anche possibile acquistare biglietti per la visione in diretta e on-demand di concerti e opere teatrali.

Valga come esempio quello del Teatro San Carlo di Napoli che attraverso un'offerta della Cavalleria Rusticana su Facebook al costo minimo di 1,09 euro ha raggiunto 40 mila utenti paganti. «Un successo enorme con decine di migliaia di persone collegate in tutto il mondo che ci spinge ad andare avanti sul progetto della piattaforma digitale della cultura», ha commentato il Ministro Dario Franceschini. «La piattaforma digitale» —ha concluso— «è un progetto a cui stiamo lavorando per poter offrire la cultura italiana a tutti e in tutti i Paesi del mondo».