Le bollicine italiane

Le bollicine italiane

Ore 12:45:59 - Uno dei tasselli fondamentali della produzione enologica italiana è rappresentato da quella categoria che viene comunemente chiamata “bollicine”, cioè i vini spumanti del Bel Paese, caratterizzati da una qualità impeccabile ed una varietà che permettono all’Italia di essere considerata tra i migliori produttori del mondo in questo campo. Che si tratti di Prosecco, Asti, Franciacorta, Moscato o TrentoDoc, non si corre mai il rischio di trovarsi di fronte un prodotto anche solo di media qualità.

Negli ultimi anni questi vini hanno visto i loro creatori moltiplicare gli sforzi al fine di ottenere molto più di una semplice bevanda frizzante, fino a raggiungere un’esperienza diversa ogni volta che li si assaggia.

Riassumiamo di seguito le quattro tipologie più importanti prodotte in Italia: Prosecco, Asti (e Moscato), Franciacorta e TrentoDoc.

Conegliano-Valdobbiadene Prosecco Superiore

Il vino Conegliano-Valdobbiadene Prosecco Superiore è una Denominazione di Origine Controllata e Garantita (DOCG) che copre il territorio del trevigiano formato da 15 comuni tra Vittorio Veneto e Valdobbiadene.

È un vino spumante secco, dove la punta di diamante è rappresentata dal “Prosecco Valdobbiadene Superiore di Cartizze”, una cru situata nell’omonimo comune, che consta di soli 107 ettari di vigna.

I vitigni ammessi dalla DOCG sono diversi, quasi tutti autoctoni, con una prevalenza di uva Glera (almeno 85%), seguita da vitigni come Verdiso, Perera o Chardonnay tutti con percentuali variabili da 0 a 15%.

Il metodo di vinificazione è quello Martinotti, o Charmat, in cui la rifermentazione avviene in autoclave (grandi recipienti in acciaio a tenuta di pressione) per circa 30 giorni, tecnica che permette di preservare gli aromi varietali dell’uva, che si traducono in un vino fruttato e floreale.

Sono previste tre tipologie di questo Prosecco: la “DOCG”, la “DOCG Rive” (la parola “rive” indica un terreno scosceso e ripido, di non facile coltivazione, nel quale vengono prodotte delle uve di particolare qualità) e la “DOCG Superiore di Cartizze”.

Asti DOCG

L’Asti DOCG è lo spumante aromatico dolce per eccellenza.

L’area di produzione dell’Asti è stata istituita con Regio Decreto nel 1932 —ancora valido— e comprende 52 comuni delle provincie di Asti, Alessandria e Cuneo.

Il vitigno da cui nasce l’Asti è il moscato bianco, grazie alle sue particolari qualità che esaltano il perfetto connubio tra la pianta e la sua zona di elezione.

Le tecniche di produzione possono essere sia con rifermentazione in bottiglia —nel cui caso il prodotto prenderà il nome di “Asti Metodo Classico”— sia utilizzando il metodo Martinotti —o Charmat— con la rifermentazione in autoclave.

Come per il Franciacorta ed il Marsala, l’Asti può non essere accompagnato dalla dicitura “Spumante”, come stabilito da una norma dell'Unione europea.

Caratteristiche principali dell’ “Asti” sono la spuma fine e persistente, i profumi fragranti ed un sapore delicatamente dolce.

Menzione speciale per il Moscato d’Asti DOCG, parente stretto dell’Asti DOCG, in quanto derivano dal medesimo disciplinare. Prodotto con la stessa uva, il moscato bianco, subisce una vinificazione differente che consente di mantenere nel vino gli aromi ed i sapori dei grappoli e, nello stesso tempo, di stabilizzare il prodotto permettendone la conservazione e il trasporto.

Le differenze nella produzione di Moscato d’Asti DOCG, rispetto all’Asti DOCG, si riscontrano soprattutto a livello di vinificazione, dove la fermentazione viene arrestata al raggiungimento della gradazione alcolica di circa 5% vol. Inoltre il Moscato d’Asti, pur non essendo uno spumante (non viene sottoposto a presa di spuma durante le fasi finali della fermentazione alcolica) mantiene una vivacità che lo rende tipico ed unico.

Franciacorta

La Franciacorta è un’area del bresciano che comprende 14 comuni in cui viene prodotto l’omonimo vino.

Insieme all’Asti ed al Marsala, sono gli unici vini in Italia a cui l’Ue permette di non utilizzare altri termini qualificativi (non viene detto, quindi, “Spumante Franciacorta”, ma solo “Franciacorta”).

Franciacorta è una DOCG (cronologicamente la prima in Italia per vini spumanti) che viene vinificata con il metodo classico, quello della rifermentazione in bottiglia, tipica dello Champagne.

Le uve permesse per la sua produzione sono lo Chardonnay, il Pinot nero ed il Pinot bianco in percentuali variabili.

Le tipologie ammesse sono: Franciacorta, Franciacorta Satèn, Franciacorta Millesimato e Franciacorta Riserva.

Trentodoc

Trentodoc è il marchio con il quale vengono identificati gli spumanti metodo classico prodotti nel territorio trentino che dal lago di Garda si estende fino ai confini dell’Alto Adige.

Ha acquisito il riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata (DOC) nel 1993 e sono quattro i tipi di uva previsti: lo Chardonnay, il Pinot nero, il Pinot bianco ed il Pinot meunier, dove lo Chardonnay copre il ruolo di protagonista, conferendo struttura e aromi al vino.

Il metodo di allevamento è la classica pergola trentina, tipica di quest’area, necessaria per garantire l’adeguata esposizione solare delle vigne in territori fortemente scoscesi.

Trentodoc può presentarsi bianco nelle versioni Brut, Millesimato e Riserva, oppure rosé.