La stella di Natale, una pianta messicana

La stella di Natale, una pianta messicana

Ore 09:23:31 - La stella di Natale, pianta di origine messicana, è una delle icone più diffuse delle festività di dicembre: i suoi colori sono diventati un simbolo delle celebrazioni di fine anno e in questa stagione adorna case, uffici, fabbriche, negozi, strade e piazze in tutto il mondo.

Il suo nome in lingua nahuatl, la più parlata nel Messico centrale al tempo della conquista spagnola, è Cuetlaxochitl, che significa “fiore colore del fuoco”. Nel 1834 ricevette l'appellativo scientifico “Euphorbia pulcherrima”, che la identifica come appartenente alla famiglia delle piante che contengono lattice nella linfa.

La Cuetlaxochitl ha guadagnato grande popolarità al di fuori dei confini del Messico. In America Latina viene chiamata estrella federal, flor de navidad e pastora, tra gli altri nomi, mentre negli Stati Uniti è nota come Poinsettia, in onore del suo promotore.

Si ritiene che il sovrano azteco Montezuma l'abbia trovata nel Messico meridionale, da dove la portò nei giardini del suo palazzo a Tenochtitlán.

I sacerdoti mexica la utilizzavavano per praticare rituali o per scopi medicinali. Successivamente, dopo l'arrivo degli spagnoli, i monaci francescani ne fecero uso per addobbare gli altari e la ribattezzarono con il nome flor de nochebuena (fiore della vigilia di Natale), poiché fiorisce durante le festività natalizie.

Negli Stati Uniti il ​​nome Poinsettia è dovuto a Joel Roberts Poinsett, il primo rappresentante diplomatico degli Usa in Messico. Durante un viaggio a Taxco, Poinsett, un appassionato di botanica, fu impressionato dalla bellezza della pianta, per cui ne acquistò diversi esemplari e li spedì negli Stati Uniti, dove fu introdotta per la prima volta come pianta commerciale nel 1929 durante un'esposizione a Filadelfia.

Nella classificazione delle piante creata dai medici aztechi e raccolta dal frate spagnolo Bernardino de Sahagún, si menzionavano diverse proprietà della stella di Natale. Tra queste, il loro lattice veniva utilizzato per curare le infezioni della pelle, le ferite, il gonfiore causato da punture di vermi, le malattie respiratorie, l'angina o la tosse. Per le le donne l'infusione delle foglie aumentava la quantità di latte durante l'allattamento. Era anche usata per preparare una tintura rossa che veniva applicata come cosmetico, pigmento per pelli e cotone o inchiostro per colorare i codici, manoscritti di autori aztechi del periodo precolombiano e in quello della conquista spagnola.