Esperti fiduciosi: «La variante inglese non pregiudica il vaccino»

Esperti fiduciosi: «La variante inglese non pregiudica il vaccino»

In Italia gli esperti sono fiduciosi: la mutazione del virus che si sta diffondendo proveniente dal Regno Unito non pregiudicherà l'efficacia dei vaccini. «Io lo ritengo altamente improbabile» —ha detto su Sky TG24 il presidente del Consiglio Superiore di Sanità Franco Locatelli— «I vaccini determinano la formazione di una risposta immunitaria contro diversi “pezzettini”, chiamiamoli così, della proteina spike. Se anche c'è una mutazione in uno, due o tre “pezzettini” della proteina spike, è altamente improbabile che il vaccino possa risultare inefficace».

Locatelli ha ricordato che la decisione di Ema, l'autorità europea in campo farmacologico, sull'approvazione del vaccino della Pfizer «dovrebbe arrivare addirittura nella giornata di oggi, perlomeno questa è la previsione, fatto salvo che l'Ema ha tutta la facoltà di valutare compiutamente, con il tempo che le serve, tutta la documentazione ricevuta. Se come ci si aspetta ed è auspicabile si avrà l'approvazione da parte di Ema, il vaccino sarà spedito in tutti i Paesi e arriverà probabilmente in Italia nella giornata del 26 dicembre. Il 27 ci sarà una grande giornata simbolica del vaccine day. Dopo la giornata del 27, intorno al 30 o al massimo ai primi giorni di gennaio partirà la vera e propria campagna vaccinale che interesserà operatori sanitari e lavoratori e ospiti delle Rsa, perché questi ultimi sono tra i più esposti a sviluppare complicanze fatali dell'infezione».

Anche l'infettivologo Massimo Andreoni ritiene eccessivi i timori sul virus mutato. «Serve sempre quel minimo di cautela indispensabile rispetto a notizie che iniziano a circolare prima ancora che ci siano pubblicazioni scientifiche. Questa sarà la decima-quindicesima variante del virus di cui si parla. Adesso si descrive una variante che si trasmette più facilmente. La mia impressione è che questo è un virus Rna quindi ha una grande capacità a mutare per sua natura. Se si diffonde un po' di più, ma clinicamente non è più aggressivo è interessante, ma non merita tutto il clamore che gli viene dato», ha detto il direttore Uoc malattie infettive Tor Vergata ai microfoni della trasmissione L'Italia s'è desta, su Radio Cusano Campus.

«Ai fini della cura» —ha aggiunto Andreoni— «dovrebbe rispondere ai pochi farmaci che abbiamo in questo momento a disposizione. La mia sensazione è che questa variante abbia un impatto modesto sul vaccino. È una discussione che se si fosse tenuta su tavoli scientifici anziché sui media forse sarebbe stata più intelligente perché, soprattutto in una fase in cui dobbiamo convincere le persone a vaccinarsi, non è il caso di creare tutte queste preoccupazioni e questi dubbi. È normale che i media debbano dare la notizia, mi lamento con la parte scientifica che prima di dare certe notizie dovrebbe avere dati sufficienti. Da quei pochi dati che abbiamo a disposizione, questa modificazione della proteina spike sembrerebbe essere modesta e quindi non determinare la necessità di un cambiamento del vaccino. E ormai il vaccino si è capito come farlo, quindi anche se fosse necessario un nuovo vaccino sapremmo farlo rapidamente».