Rinvenuta una bancarella di cibo di strada del 79 d.C. a Pompei

Ore 19:52:01 - A Pompei, dove continuano gli scavi, è tornato alla luce quasi intatto un Thermopolium, una bottega di alimentari con smercio di cibo di strada. Tutto fermo nel tempo al giorno dell'eruzione, il 25 agosto del 79 d.C., fissato dal materiale piroplastico che ne ha sigillato i colori e conservato elementi fondamentali per ricostruire usi alimentari e abitudini dei romani di duemila anni fa. «Una fotografia di quel giorno nefasto», commenta in un'intervista all'ANSA il direttore del Parco Archeologico Massimo Osanna.

Gli scavi, arrivati al clou nelle scorse settimane, hanno restituito —insieme alle straordinarie decorazioni, al pavimento intarsiato di marmi policromi e al quadro completo dell'ambiente— la sorpresa di una grande mole di informazioni che questa bottega dell'antichità potrà aggiungere alla conoscenza della storia.

I resti dei piatti in menù, per esempio, «con l'impiego congiunto di mammiferi, uccelli, pesce e lumache nella stessa pietanza», come spiega nella sua relazione l'archeozoologa Chiara Corbino, di fatto una specie di paella antelitteram.
O il particolare trattamento del vino, come racconta a sua volta l'archeobotanica Chiara Comegna, che era corretto con le fave —che servivano a sbiancarlo e nello stesso tempo a correggerne il gusto— ma anche conservato in un dolo che aveva sul suo fondo una tegola per separare i legumi dal liquido ed evitare di mescere il vino insieme con il suo poco gradevole fondo.

Senza parlare dello scheletro di un cagnolino trovato a un passo da bancone, proprio vicino al dipinto che ritrae un cane al guinzaglio: adulto, ma di dimensioni così modeste da far pensare che già all'epoca si praticasse la selezione delle razze da compagnia.

Una ricerca che è solo agli inizi e che promette di avere «sviluppi molto interessanti», sottolinea Osanna, ricordando che le indagini stanno proseguendo ora nel chiuso dei laboratori.