I passaporti più potenti del mondo nel 2021: Italia 4ª, Messico 24º

I passaporti più potenti del mondo nel 2021: Italia 4ª, Messico 24º

Ore 14:52:30 - È iniziato un nuovo anno e puntualmente viene pubblicata la nuova edizione di Henley Passport Index, la classifica dei passaporti più potenti del mondo in base al numero di destinazioni alle quali danno accesso senza visti preventivi.

Poche le sorprese: il ranking rimane invariato nelle prime così come nelle ultime posizioni, ma la lettura che ne danno i vertici di Henley & Partners riguarda piuttosto l'emergere dei paesi dell'Asia Pacifico, ormai stabilmente nelle prime posizioni, al posto delle nazioni occidentali che storicamente occupavano il podio. Una tendenza che potrebbe essere ulteriormente confermata dalla velocità di ripresa dal Covid-19.

Il ranking e la pandemia

Anzi, avverte Christian H. Kaelin, presidente della società, «i risultati dell'ultimo indice sono un promemoria di ciò che il potere del passaporto significa davvero in un mondo sconvolto dalla pandemia».

Il Giappone si mantiene in prima posizione per il terzo anno consecutivo, con 191 destinazioni a portata di passaporto. Seguono Singapore, con 190 destinazioni, e la Corea del Sud a parimerito con la Germania con 189.

L'Italia si conferma al quarto posto a parimerito con Finlandia, Spagna e Lussemburgo con 188 destinazioni, seguite al quinto posto da Austria e Danimarca.

Il Messico guadagna una posizione, passando dal 25º al 24º posto rispetto alla tabella di luglio 2020 e i titolari del suo passaporto hanno la possibilità di visitare 159 nazioni senza visto. È il quarto Paese latinoamericano presente tra i primi 24 classificati, al di sotto di Cile, Brasile e Argentina.

Negli ultimi sette anni gli Stati Uniti sono passati dal primo al settimo posto, posizione che ricoprono attualmente con la Gran Bretagna: entrambi i Paesi devono ora sottostare alle restrizioni imposte da 105 nazioni.

Chiudono la classifica Siria, Iraq e Afghanistan, senza variazioni rispetto al 2020.

«In alcuni casi, i divieti di viaggio legati al coronavirus possono avere la precedenza sulle informazioni reative ai visti registrate qui», avverte in una nota la società di consulenza con sede a Londra.