La Spagna va, ma quanta paura
Gli iberici battono 3-1 la Tunisia però soffrono parecchio: in svantaggio dopo 8 minuti riescono nella rimonta grazie a Raul e Torres (doppietta). Decisivi pure Fabregas e Joaquin.

 

STOCCARDA (Germania), 19 giugno 2006 - La Spagna vola agli ottavi di finale ma non senza qualche brivido. A Stoccarda l’incubo di una sconfitta contro la Tunisia è stato reale fino al 26’ della ripresa. Ci è voluto un guizzo di Raul su una maldestra ribattuta del portiere tunisino a rimettere in carreggiata una partita che per le Furie Rosse sembrava stregata.

Un gol fondamentale quello del neoentrato attaccante del Real Madrid, che ha risposto così da campione facendosi trovare pronto alla chiamata dalla panchina, per uno come lui difficile da mandare giù. Sulle ali dell’entusiasmo Torres ha poi raddoppiato e chiuso la partita al 46’ su rigore. Un 3-1 che non dice molto di quanto in realtà gli iberici abbiano faticato. Il risultato è però meritato anche perché Aragones ha azzeccato i cambi inserendo Raul, Joaquin e Fabregas, i tre artefici della rimonta.  

LA GARA - La Spagna comincia bene e in sei minuti fa subito vedere che vuole fare la partita. Colpo di testa fuori di Luis Garcia ed esterno della rete colpito da Villa. Ma all’8’ ecco l’imprevedibile doccia fredda: Jaziri ruba palla, si invola fino all’area spagnola e torna indietro. Salta tre spagnoli e crossa per l’accorrente Mnari. Destro al volo parato da Casillas, ribattuta sui piedi dello stesso Mnari che non si fa pregare una seconda volta e non sbaglia l’1-0.

E’ un gol pesante e lo si capisce di minuto in minuto perché le Furie Rosse faticano ad organizzare una replica efficace. Il 4-3-3 degli iberici, infatti, appare in sofferenza rispetto al difensivo e ordinato 4-5-1 degli uomini di Lemerre. Che raddoppiano bene e seguono a vista il tridente Garcia-Torres-Villa. Ma non solo. Non appena hanno palla, lo schema fisso dei tunisini prevede la verticalizzazione più rapida possibile verso il velocissimo Jaziri. Il quale è sì l’unica punta, ma riesce spesso a mettere in apprensione i centrali spagnoli.

Come al 17’ quando deve intervenire Casillas ad anticiparlo su un buon assist di Trabelsi. La Spagna fatica, quindi, e anche recrimina perché al 27’ un intervento di Trabelsi su Torres potrebbe essere sanzionato con un rigore. Così viste le difficoltà a sfondare in velocità, la Spagna comincia a provarci da lontano ma senza successo. Tanto che l’occasione più ghiotta arriva da palla inattiva: al 45’ calcio d’angolo e colpo di testa vincente di Xabi Alonso. Sulla linea però c’è Ayari e la palla destinata alla rete è respinta.

Nella ripresa il triplo cambio di cui si diceva all’inizio. E’ soprattutto Joaquin a spingere sulla destra e a mettere nei guai la difesa tunisina. Fino al 26’, però gli africani continuano a difendersi con ordine. Poi la giocata che ha cambiato la partita. Cross basso di Joaquin, velo per Fabregas e destro che il portiere respinge in campo. Lì dove c’è Raul che come un falco ci mette il piede e segna l’1-1.

La Tunisia si spegne qui. Sfumata l’impresa i giocatori di Lemerre crollano soprattutto di testa e gli spagnoli si esaltano. Prima Fabregas si fa respingere dal portiere un destro a botta sicura. Poi è lui stesso a lanciare Torres in profondità: bravissimo l’attaccante a tagliare il campo, saltare il portiere  e segnare il 2-1. La partita è chiusa. Il rigore del 3-1 dello stesso Torres è la ciliegina sulla torta di una rimonta meritata. Ma la Tunisia esce dal campo davvero a testa alta.