Juve: "Saremo in Champions League fra due anni"
le dichiarazioni del presidente bianconero dopo la conferma del ritorno in serie A.

21 maggio 2007. - «La promozione vale uno scudetto? Diciamo che è il segnale che la Juve per tre anni di seguito è arrivata ai vertici del campionato in cui si trovava».

Il presidente bianconero Giovanni Cobolli Gigli, ospite de "La Politica nel Pallone" su Gr Parlamento, commenta così il ritorno in serie A che la Juve ha festeggiato sabato, con tre giornate d’anticipo, grazie alla vittoria sull’Arezzo. «Non è stato semplice - ammette Cobolli - Ogni partita contro la Juve per le altre squadre di serie B era la partita dell’anno, ci mettevano tutta la voglia, tutto l’agonismo per poter ben figurare».

Per il numero uno bianconero, dal punto di vista gestionale, «il momento peggiore sono stati i primi due mesi, a luglio e agosto non sapevamo nemmeno dove saremmo finiti. Dal punto di vista sportivo, invece, le prime partite sono state le più difficili perchè la squadra doveva calibrarsi al livello e all’intensità della serie B. Da marzo in poi ho cominciato ad avere la sensazione che potevamo davvero farcela».

Adesso il futuro, altri trecento giorni che Cobolli divide in due parti. «Nei prossimi cento giorni, quelli che ci vogliono per l’inizio del campionato di serie A, Blanc, Secco e tutti gli altri dovranno lavorare perchè la Juve cominci il torneo subito competitiva - sottolinea - Nei successivi duecento metteremo alla prova sul campo quello che stiamo facendo».

Cobolli Gigli assicura che «la Juve del futuro ripartirà con Deschamps perchè è l’intenzione mia, di Blanc e dello stesso Deschamps. Buffon? Ha bisogno di un momento di riflessione ma ha detto che non è la Champions l’elemento fondamentale per le sue decisioni ma il progetto Juve dei prossimi anni e questo è per me molto stimolante. Nell’intervista di oggi a La Stampa, Buffon, che in questo momento esprime la testa di tutti giocatori, pensa che dobbiamo andare avanti facendo una squadra che abbia cuore, istinto e stimoli per andare avanti con un progetto. Ed è quello che stiamo cercando di fare. È difficile ma credo che potremmo arrivare a fare una Juve competitiva. E non dimentichiamo i giovani che sono un elemento importante del futuro. Se non li facciamo giocare l’anno prossimo perdiamo l’occasione di crescere con elementi di talento e qualità che possono fare parte davvero di un progetto».

Ma quali saranno davvero gli obiettivi della Juve? «Il nostro obiettivo è quello di essere di nuovo in Champions League l’anno successivo al prossimo - sottolinea Cobolli - Scudetto? Cerchiamo di ragionare per essere una squadra competitiva ma se dicessimo che vogliamo vincere lo scudetto l’anno prossimo sbaglieremmo. Ci sarà prima una fase di crescita, di competitività».

Per essere competitivi, però, bisogna partire trattenendo i campioni. Ma se nel caso di Buffon è il portiere a dover decidere, per quanto riguarda Trezeguet, il cui contratto è in scadenza nel 2008, la Juve sembra nicchiare. «Sono tutti temi che il nostro amministratore delegato sta affrontando - replica Cobolli - Arriviamo alla fine dei cento giorni e poi ci giudicherete. Ci vuole autorevolezza nella società e il nostro ad Blanc ce l’ha, ha cioè la capacità di gestione delle persone che si coordinano a lui e che a lui rispondono».

Tra queste persone c’è anche il ds Alessio Secco, con il quale c’è stato la scorsa settimana un piccolo botta e risposta a proposito di una telefonata di Moggi. «Io ho sentito Secco stamattina alla radio e mi pare che sia stato chiaro - precisa Cobolli - È stata più che altro una polemica giornalistica. Secco ha detto che Moggi gli ha fatto una telefonata ma sa benissimo che la nuova Juventus si muove con persone diverse, è una nuova Juve, Secco è un nuovo dirigente che ha fatto esperienza in una Juve che ha vinto molto e che adesso deve andare avanti coordinato dall’autorevolezza dell’amministratore delegato Blanc».

Tornando al mercato, Cobolli dice di non aver ricevuto nessuna offerta ufficiale per Buffon («ogni tanto solo qualche battuta con Moratti e Galliani in Lega«) e a chi gli chiede quanto valga risponde: «non conosco il suo valore perchè non mi interessa conoscerlo».

Il presidente bianconero parla anche di Toni e Iaquinta. Sul primo Cobolli ammette che «è un giocatore che non potevamo non osservare, non è giovanissimo ma ha ancora due o tre anni di grande prospettiva», mentre sul bomber dell’Udinese dice: «è un ottimo giocatore, che sia in arrivo o in partenza non lo posso dire». Ai tifosi bianconeri, infine, Cobolli esprime «tutta la nostra gratitudine perchè hanno vissuto come noi e forse più di noi quest’anno di inferno e purgatorio. Chiedo a loro di seguirci con fiducia anche il prossimo anno, convinto che metteremo in campo una squadre che darà loro soddisfazioni».

 

Da La Stampa.it