Ciclone Ferrari

Massa e Raikkonen non hanno rivali. Il finlandese vola in testa al Mondiale.

Raikkonen e Massa.7 aprile 2008. -La Ferrari in Bahrein è la legge di Murphy alla rovescia: tutto quello che poteva andare bene, lo ha fatto. La doppietta Massa-Raikkonen e il crollo della McLaren, il primo posto in classifica e i nervi di Hamilton. Una domenica perfetta. L’unico inconveniente è stata una lucetta sul volante-cruscotto che non si è accesa durante il primo pit stop di Raikkonen. Il finlandese ha perso un secondo che non ha cambiato l’esito del terzo Gp del 2008.

Il Cavallino è arrivato preparatissimo a Sakhir. In questo circuito in mezzo al deserto, aveva macinato due settimane di test durante l’inverno (non si capisce perché soltanto la Toyota l’abbia seguito). Il risultato ripaga dello sforzo: non c’è mai stata storia, salvo il fuoco di paglia di una pole che ha fatto felice Robert Kubica e la Bmw, da ieri in testa alla classifica costruttori per un solo punto.

Per Maranello è la vittoria numero 203 (77ª doppietta), la 6ª per Massa, la centesima della presidenza Montezemolo. Soprattutto, è un’affermazione che cancella i dubbi iniziali: prestazioni, affidabilità, piloti, un meccanismo da orologio svizzero che ricorda le stagioni migliori, il 2004 più che il 2007 tale è stata la superiorità sugli avversari di riferimento, Hamilton e Kovalainen. «Sì, bello, siamo contentissimi, però teniamo i piedi per terra - raccomanda Stefano Domenicali, al secondo successo da capo della Gestione sportiva -. A Barcellona rivedremo la vera McLaren».

Intanto si è vista una nuova Bmw, costante e veloce, sempre in partita. E utile alla causa Ferrari: Kubica (3°) e Heidfeld (4°) hanno accorciato la classifica e permesso a Massa di rimettersi in gioco. La gara è stata un monologo del brasiliano, passato in testa alla prima curva. Sembrava una replica del Gp di Malesia, con Raikkonen sempre in agguato e pronto al sorpasso del pit stop. Solo un’impressione. Premesso che le Rosse avevano un altro passo, la sfida in famiglia non è esistita: Kimi era più lento malgrado avesse un minor carico di benzina. «Non gli abbiamo dato una vettura adatta al suo stile di guida - dice il team manager Luca Baldisserri -. O meglio: è quasi impossibile trovare un assetto che gli vada bene su questa pista. Felipe qui si trova benissimo e Kimi no. E’ un circuito un po’ anomalo».

Uno che proprio non ci ha capito nulla è Hamilton. Sembrava di rivederlo maldestro e pasticcione come in Brasile, quando gettò via il Mondiale. Ieri ha messo in fila una serie di orrori che neppure Nakajima da ubriaco: al via ha sbagliato la procedura, si è inserito l’antistallo e lui è stato costretto a resettare il sistema (piccolo particolare: nel frattempo la gara era cominciata).

Innervosito dal contrattempo, ha toccato una prima volta la Renault di Alonso, danneggiando l’ala anteriore. Poi ha completato l’opera tamponando il grande nemico. A questo punto un campione conta fino a dieci, capisce che non è il giorno giusto e cerca di salvare il salvabile districandosi tra i peones nelle retrovie. Invece il buon Lewis pecca di arroganza, arrabbiandosi con Tizio e Caio perché non gli danno strada. E perché dovrebbero? Manda al diavolo Sato, quindi se la prende con Fisichella, bravo a tenerlo dietro per tre giri. E ancora più bravo a finirgli davanti: 12° lui, 13° il vicecampione del mondo, doppiato e mazziato. «Ho sbagliato, mi scuso con la squadra» sibilerà l’inglese.

La sfida riprenderà il 27 aprile a Barcellona. La pausa di 3 settimane consentirà una seduta di test dal 14 al 17 sullo stesso circuito che ospiterà il Gp di Spagna. La Ferrari schiererà i due piloti titolari più un collaudatore per provare le gomme del 2009. Al ritorno in Europa, tutte le squadre introdurranno un pacchetto di modifiche. «Lavoriamo su due piani paralleli - conclude Domenicali -: affidabilità e prestazioni. Ci sono tre squadre in tre punti. Sembra la classifica di un campionato di calcio».

 

(La Stampa.it)