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2 novembre 2020 (ore 13:02) - La Segreteria di Stato del Vaticano ha chiesto ai rappresentanti pontifici di condividere con i vescovi alcuni chiarimenti sui commenti fatti da Papa Francesco sulle unioni civili in un documentario recentemente pubblicato, secondo dichiarazioni del nunzio apostolico in Messico, Franco Coppola, all'agenzia cattolica ACI prensa. I chiarimenti spiegano che i commenti del Papa non riguardano la dottrina cattolica sulla natura del matrimonio, ma i provvedimenti del diritto civile. «Alcune affermazioni, contenute nel documentario ‘Francesco’ dello sceneggiatore Evgeny Afineevsky» —ha scritto Coppola su Facebook il 30 ottobre— «hanno suscitato, nei giorni scorsi, varie reazioni e interpretazioni. Vengono quindi offerti alcuni spunti utili, con il desiderio di presentare un’adeguata comprensione delle parole del Santo Padre. Più di un anno fa, durante un’intervista, Papa Francesco rispose a due domande distinte in due momenti differenti che, nel documentario citato, sono state editate e pubblicate come una sola risposta senza un’adeguata contestualizzazione, il che ha generato confusione. Il Santo Padre aveva fatto, in primo luogo, un riferimento pastorale sulla necessità che, in seno alla famiglia, un figlio o una figlia con orientamento omosessuale non venissero mai discriminati. A loro si riferiscono le parole: “Le persone omosessuali han diritto a rimanere in famiglia; sono figli di Dio, hanno diritto ad una famiglia. Non si può cacciare dalla famiglia nessuno né rendergli per questo la vita impossibile”. Il seguente paragrafo dell’Esortazione Apostolica post-sinodale sull’amore in famiglia Amoris Laetitia (2016), può illuminare tali espressioni: “Con i Padri Sinodali, ho preso in considerazione la situazione dei familiari che vivono l’esperienza d’avere nel proprio seno persone con tendenze omosessuali, un’esperienza per niente facile né per i genitori né per i loro figli. Per questo desideriamo prima di tutto ripetere che ogni persona, indipendentemente dai proprio orientamento sessuale, deve essere rispettata nella sua dignità e accolta con rispetto, cercando di evitare ‘qualunque segno di ingiusta discriminazione’ ed, in particolare, qualunque forma di aggressione e violenza. Per quanto riguarda le famiglie, si tratta di assicurare da parte loro un accompagnamento rispettoso, perché coloro che manifestano un orientamento omosessuale possano contare sull’aiuto necessario per comprendere e realizzare pienamente la volontà di Dio nella loro vita” (n°250). Una domanda successiva dell’intervista era, invece, inerente ad una legge locale di dieci anni fa, in Argentina, sui “matrimoni ugualitari di coppie di persone dello stesso sesso” e l’opposizione al rispetto dell’allora arcivescovo di Buenos Aires. A questo proposito Papa Francesco ha affermato che “è un’incongruenza parlare di matrimonio omosessuale”, aggiungendo che, in quello stesso contesto, aveva parlato del diritto di queste persone ad avere una qualche copertura legale: “Ciò che dobbiamo fare è una legge di convivenza civile; hanno diritto di essere coperti legalmente. Questo è ciò che sostenni”. Il santo Padre si era espresso così durante un’intervista del 2014: “Il matrimonio è tra un uomo ed una donna. Gli Stati laici vogliono giustificare le Unioni Civili per regolarizzare diversi situazioni di convivenze, mossi dall’esigenza di regolare aspetti economici tra le persone, come, ad esempio, assicurare l’assistenza sanitaria. Si tratta di Patti di Convivenza di diversa natura dei quali non saprei fare un elenco delle diverse forme. È necessario vedere i diversi casi e valutarli nella loro varietà”. Pertanto è evidente che Papa Francesco si è riferito a determinate disposizioni statali, non certamente alla dottrina della Chiesa, riaffermata numerose volte nel corso degli anni». (puntodincontro.mx)
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