L'Italia restituisce al Messico 23 reperti archeologici

L'Italia restituisce al Messico 23 reperti archeologici

Ore 19:15 - Si è svolta oggi a Roma la cerimonia di restituzione al Messico di 23 reperti archeologici delle culture di Colima, Tlatilco, Teotihuacán e Maya recuperati dal Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale.

L'ambasciatore del Messico, Carlos García de Alba, ha aperto l'incontro con le seguenti parole:

«Sono entusiasta di questo evento formale per la restituzione di pezzi archeologici alla nazione messicana. Grazie per la vostra presenza, Generale Riccardi, Tenente Colonnello Grasso, Capitano Mauti. Venerdì prossimo avrò il privilegio di incontrare il nuovo Comandante Generale dell'Arma dei Carabinieri, Generale Teo Luzi, al quale presenterò la gratitudine del mio Governo. Allo stesso modo, ringrazio la ministra di Cultura del Messico, Alejandra Frausto, Laura Elena Carrillo Cubillas, direttrice esecutiva dell'AMEXCID, il consulente legale della Secretaría de Relaciones Exteriores, Alejandro Celorio e la Segretaria tecnica dell'Istituto nazionale di antropologia e storia Aída Castilleja».

«Nel 2013», ha proseguito il diplomatico, «ebbe luogo la prima restituzione proveniente dal governo italiano attraverso l'Arma dei Carabinieri. Poi ce ne sono state altre due, nel 2014 e nel 2019, quando la ministra Frausto è venuta qui in Italia per ricever 594 ex voti. Questa ripetizione indica volontà, buona volontà ed enorme amicizia da parte del Governo italiano e del Ministero della Cultura, guidatoo dal Ministro Franceschini. Ed ha un altro significato particolare, poiché avviene nel 2021, un anno molto speciale per il Messico in cui si commemorano i 700 anni della fondazione di Tenochtitlan, i 500 anni dell'arrivo degli spagnoli e i 200 anni della fine della guerra di indipendenza. Vorrei inoltre riconoscere ed evidenziare ciò che l'Italia sta facendo per il Messico, dimostrando al mondo la sua disponibilità a dare seguito alla delicata questione della lotta al traffico illecito del patrimonio storico di altri popoli. In quest'area l'Italia è stata un Paese pioniere, poiché già nel 1969 decise di creare il nucleo speciale dell'Arma dei Carabinieri per la tutela dei beni culturali, un anno prima che l'Unesco approvasse la sua convenzione in materia. Una dimostrazione della capacità di indagine, volontà, sensibilità e tenacia dei Carabinieri.

Concludo ricordando che dal 2017 in Messico sono iniziati gli sforzi di collaborazione con la Polizia Federale (che recentemente è entrata a far parte della Guardia Nazionale, ndr) per cercare di garantire che anche il Messico possa contare su un'unità specializzata per aiutare in questi stessi scopi di protezione del patrimonio del Paese».