10 giugno, festa della Marina Militare Italiana

10 giugno, festa della Marina Militare Italiana

Ore 12:19 - Si celebra oggi la giornata della Marina Militare Italiana, data che ricorda la sua vittoria più eclatante in oltre 150 anni di storia.

Dobbiamo ritornare con la memoria al 1918 nel corso delle fasi finali della prima guerra mondiale.

Nello scacchiere bellico, l’allora Regia marina —diventata Marina militare con la proclamazione della Repubblica nel 1946— era impegnata con le flotte alleate nello sbarramento del Canale d’Otranto al nemico d’allora, l’Impero austro-ungarico.

Quest’ultimo, dopo la vittoria di Caporetto che aveva costretto le truppe italiane alla difensiva sul Piave, era alla ricerca anche di un’affermazione sul mare. Il giovane ammiraglio Horthy, che aveva assunto il comando della Imperial-regia Marina austro-ungarica da poco, decise di tentare di forzare il blocco adriatico facendo uscire il grosso della sua flotta dalla base di Pola.

L’atteggiamento della marina austriaca nel corso del conflitto era stato quasi sempre sulla difensiva, per cui l’ammiraglio italiano Thaon di Revel, comandante del Dipartimento militare marittimo di Venezia, sospettava già la possibilità di un’azione di forza austriaca e quindi diramò l’allerta a tutte le unità di stanza nell’Adriatico.

La sera del 9 giugno 1918, il Capitano di Corvetta Luigi Rizzo ricevette l’ordine di uscire in mare con i Motoscafi Armati Siluranti (MAS) 15 e 21 per una missione di esplorazione e ricerca mine. Nel frattempo, a loro insaputa, la flotta imperiale si dirigeva verso Sud.

Si trattava di 45 unità, tra le quali tutte le navi da battaglia disponibili. Il giorno successivo, nei pressi dell’isola dalmata di Premuda, Rizzo avvistò all’alba i pennacchi di fumo della formazione austriaca e quando con stupore si rese conto che si trattava del grosso della flotta nemica, si buttò all’attacco. Un siluro lanciato dal Mas 15 colpì in pieno la nave da battaglia “Szent István” mentre un altro lanciato dal Mas 21 raggiunse la “Tegetthoff” senza però esplodere. La prima nave, orgoglio della marina avversaria, era stata colpita a morte e da lì a poco si capovolse affondando (vedi l'immagine nella foto principale di questo articolo).

Per l’Austria-Ungheria fu un disastro e da quel momento la flotta imperiale non uscì più dai sui porti fino alla vittoria finale italiana del novembre successivo. A riconoscimento dell’eroismo dimostrato in azione a Luigi Rizzo viene conferita una seconda medaglia d’oro al valor militare, dopo quella già tributata per l’affondamento della corazzata “Wien”.

La celebrazione venne istituita nel 1939: fino a quella data si celebrava la Regia Marina il 4 dicembre, festa di Santa Barbara patrona della Forza Armata. Quell’anno venne organizzata un’imponente parata a Roma, mentre l’anno successivo nel 1940 la celebrazione fu in tono minore in quanto contemporanea all'ingresso dell’Italia fascista nella seconda guerra mondiale.

La festa venne poi sospesa dal 1945 al 1949 e ripristinata nel 1950 riportandola al 4 dicembre. Nel novembre del 1963 l’allora Capo di Stato Maggiore della Marina, Ammiraglio Ernesto Giuriati, chiese al ministro della Difesa di ristabilire la giornata celebrativa nella più significativa data del 10 giugno.

Così, a partire dal 1964, in questo giorno si festeggia la Marina Militare, una delle quattro forze armate della Repubblica Italiana, insieme all'Esercito, l'Aeronautica e l'Arma dei Carabinieri.

 

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