Reinserimento detenuti: continua la cooperazione Italia-Messico-UNODC

Reinserimento detenuti: continua la cooperazione Italia-Messico-UNODC

Ore 08:53 - Si rafforza, anche sotto il profilo operativo, il programma di cooperazione internazionale per il reinserimento sociale dei detenuti di Città del Messico basato sul modello italiano “Mi riscatto per...”. Gli ottimi risultati ottenuti fin qui hanno infatti convinto Italia, Governo di Città del Messico e Ufficio delle Nazioni Unite per la lotta alla droga e al crimine – UNODC ad intensificare l’intesa e le attività di collaborazione.

E oggi, nel corso di un apposito evento streaming organizzato nell’ambito della 30a Sessione della Commissione delle Nazioni Unite per la prevenzione della criminalità e la giustizia penale, è stato presentato il progetto di “Rafforzamento del Programma di lavoro di pubblica utilità nell’Amministrazione Penitenziaria di Città del Messico”. Sono intervenuti il Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (DAP), Bernardo Petralia, e del Capo della sezione Ufficio centrale lavoro detenuti del DAP, Vincenzo Lo Cascio, oltre a quelli del responsabile del sistema penitenziario di Città del Messico, Antonio Hazael Ruiz Ortega, e del lavoro penitenziario, Aaron Sánchez Castaneda, del rappresentante UNODC Messico, Kristian Holge, del vicedirettore delle operazioni UNODC, CandiceWelsch, dell’ambasciatore italiano in Messico, Luigi De Chiara, e del direttore di Enel per l’America Centrale e il Messico, Bruno Riga.

Nato nel 2019 da un accordo fra le amministrazioni penitenziarie dei due Paesi e promosso dall’UNODC, come rispondente alle Regole di Mandela, il Programma intende promuovere il processo di reinserimento sociale dei detenuti dello Stato messicano attraverso lo svolgimento di lavori di pubblica utilità, sviluppando un percorso che permette al recluso di sentirsi utile, aumentare la propria autostima e ripagare il proprio debito con la società, e in tal modo riducendo la possibilità di recidiva.

Nell’agosto 2019 è stato sottoscritto nella capitale messicana il Memorandum di intesa fra i partner per l’implementazione nel sistema penitenziario dello Stato messicano del Progetto Lavori di pubblica utilità sulla base del modello italiano “Mi riscatto per...”. Le successive Linee guida, sottoscritte nel dicembre 2019, hanno poi segnato l’avvio della fase esecutiva. Lo scorso anno il programma ha dovuto essere temporaneamente sospeso a causa della pandemia da Covid19, proprio nel momento di procedere con le prime uscite dei 600 detenuti selezionati e adeguatamente formati alla cura delle aree verdi.

Il DAP, attraverso l’Ufficio centrale per il lavoro dei detenuti, ha contribuito fin qui con una intensa attività di consulenza: inizialmente per adattare il modello italiano alla normativa e al contesto messicano e, successivamente, con la pianificazione delle attività e la formazione del personale e dei detenuti degli istituti coinvolti. A metà del prossimo mese di giugno ripartirà la consulenza “sul campo”, con una nuova missione che avrà come obiettivo quello di accompagnare le prime uscite di detenuti per svolgere attività manutentive in alcune aree verdi del centro di Città del Messico.

E presto il progetto potrebbe essere replicato oltreoceano: nel marzo scorso il Direttore UNODC di Lima, in Perù, ha scritto al DAP rappresentando l’interesse di diversi Stati sudamericani di aderire al Programma chiedendo assistenza all’Italia.

 

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