Arriva a Città del Messico l'esposizione Magister Raffaello

Arriva a Città del Messico l'esposizione Magister Raffaello

Ore 10:35 - La mostra Magister Raffaello —progetto di Magister Art, leader nel settore della promozione del patrimonio culturale italiano— arriva a Città del Messico per ripercorrere la carriera di Raffaello Sanzio, nato nel 1483 ad Urbino e morto a Roma nel 1520 a soli trentasette anni.

L'esposizione è stata inserita dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale fra le principali proposte culturali segnalate alle sedi all’estero (ambasciate, consolati ed istituti di cultura), diventando così protagonista di un grande tour internazionale.

Magister Raffaello sarà inaugurata nei prossimi giorni al Centro Nacional de las Artes (Cenart) ed è stata concepita come un viaggio dove il visitatore ripercorre la vita del grande maestro attraverso le città dove lavorò e attraverso alcune delle sue opere chiave. Prendendo ispirazione dall’opera fondamentale delle Stanze Vaticane, il grandioso intervento nell’appartamento dell’allora Papa regnante, la mostra è stata articolata in spazi-stanze, che scandiscono le diverse fasi della vita del pittore, architetto e poeta italiano.

Area 00
Nella prima area incontriamo una riproduzione in scala 1:1 dell'autoritratto dell'artista conservato agli Uffizi di Firenze, affiancato da una sintesi cronologica dei momenti fondamentali della sua vita. Il dipinto sembra osservare e ripercorrere metaforicamente le città dell’Italia rinascimentale che segnarono la sua storia. Il giovane, dopo aver ereditato la bottega dal padre prematuramente scomparso, sarà costretto a lasciare presto la natia Urbino, per recarsi prima a Città di Castello, poi a Firenze e infine terminare il suo incredibile viaggio artistico a Roma.

Autoritratto Raffaello Sanzio

Area 01
Nella seconda area, “La Città Ideale” —un dipinto a tempera su tavola di autore sconosciuto databile tra il 1470 e il 1490 e conservato nella Galleria Nazionale delle Marche a Urbino— ci invita a iniziare il viaggio. Il giovane Raffaello rappresentò quest'opera nel suo primo capolavoro, “Lo sposalizio della Vergine”, dipinto a Città di Castello.

Lo sposalizio della Vergine

Area 02
Raffaello venne incaricato, mentre si trovava già a Firenze, di onorare il figlio tragicamente scomparso della famiglia fiorentina dei Baglioni. Le immagini di questa terza area ci raccontano la rivoluzione compiuta dal maestro urbinate nel raccontare il Cristo deposto: è lo stesso giovane morto, Grifonetto Baglioni, a reggere il lenzuolo con il corpo di Gesù in una drammatica e al contempo lirica sequenza. Quest’opera lascerà un segno indelebile nella storia della rappresentazione simbolica e religiosa.

Area 03
Lo spettatore è accolto da una mirabile collezione di opere di Raffaello di committenza laica e religiosa: ritratti femminili, maschili e madonne. I due monitor raccontano i particolari dei ritratti dei coniugi Doni, committenti anche di Michelangelo, e la mirabile composizione della Madonna del Cardellino.

Area 04
La scuola di Atene, la Cacciata di Eliodoro dal Tempio e l’Incendio di Borgo sono opere che non si erano mai viste nell’arte occidentale e furono eseguite da Raffaello e dalla sua infaticabile bottega seguendo le committenze vaticane di due pontefici. Questi dipinti vengono presentati per mezzo di tre spazi attigui in un racconto magico dove filosofia, psicologia, teologia e architettura si manifestano in un unicum di valenza assolutamente contemporanea: l’artista per essere tale deve conoscere le altre discipline.

La scuola di Atene

Area 05
Il viaggio di Raffaello termina metaforicamente con La trasfigurazione. Si tratta dell’ultimo straordinario quadro/opera che la mostra racconta: rappresenta la fine prematura di una vita fatta di luci e ombre, vissuta con un’intensità rara. Compreso che si trattava delle ultime ore di vita dell'artista, i suoi migliori allievi portarono quest’opera vicino al suo letto come per permettere al maestro di accomiatarsi dalla sua arte.