García de Alba: il futuro del commercio tra Italia e Messico

García de Alba: il futuro del commercio tra Italia e Messico

Ore 12:41:41 - Ieri, durante l'incontro Uno sguardo alle relazioni tra Messico e Italia, organizzato dall'Associazione Ex-Alunni dell'Università Iberoamericana, l'Ambasciatore Carlos García de Alba ha risposto ad alcune domande dei partecipanti. Riportiamo di seguito il suo punto di vista sugli accordi commerciali esistenti e quelli in via di approvazione che modificheranno i rapporti tra Messico, Stati Uniti, Canada, Unione Europea e Italia.

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Occorre dare una struttura istituzionale —dall'Italia verso il Messico—al rapporto economico tra i due Paesi. Per qualche motivo non c'è mai stata —e in Europa sono molto importanti— una Camera di Commercio messicana in Italia. La Camera di Commercio Italiana in Messico esiste da molti anni e parte della proposta che ho fatto al Senato della Repubblica per farmi ratificare come ambasciatore è stato proprio questo progetto.

Stiamo andando avanti, nonostante il Covid.

Il 28 ottobre abbiamo creato l'Associazione Economica Messico-Italia, che ha già un gruppo di gestione —composto da 13 società di entrambe le nazioni— e, secondo la legge italiana, fra due anni potremo diventare la prima Camera di Commercio messicana in Italia nella storia.

Questa piattaforma non solo ci consentirà di posizionare le aziende, ma sarà anche un trampolino di lancio per distribuire informazioni, promuovere contatti, scambi e dibattiti su accordi e trattati commerciali rilevanti per le nostre attività.

A proposito del T-Mec, devo dire che mi ha colpito che, nonostante sia entrato in vigore 6 mesi fa, praticamente in tutta Europa —tranne i Paesi nordici— non si sono nemmeno accorti che esiste un nuovo Nafta. È passato completamente inosservato. È qualcosa di molto rilevante per le aziende europee, ma si crede ancora che sia più o meno lo stesso accordo che è stato inaugurato 27 anni fa. Ma, invece, è qualcosa di completamente diverso.

Il Nord America ha filiere di integrazione produttiva molto elaborate e, con il nuovo trattato, le aziende italiane devono ridisegnare la loro strategia di espansione in questa regione, sempre più integrata. La futura Camera di Commercio fornirà lo spazio per riflettere su come fare affari migliori in una zona economica che continua ad integrarsi sempre di più. È un'area in cui non vendiamo più solo ad altri, ma produciamo insieme, scambiamo e a volte esportiamo verso Paesi terzi.

Il T-Mec rappresenta una grande opportunità per le quasi 3.000 aziende italiane che si trovano in Nord America, di cui poco più della metà sono presenti in Messico. Ieri [20 gennaio, ndr] si è insediato il nuovo presidente degli Stati Uniti, del Partito Democratico. Personalmente, non credo che la posizione del governo degli Stati Uniti sulla Cina cambierà molto. A mio avviso, continueranno ad esserci tensioni e conflitti commerciali, una situazione che rappresenta una grande opportunità per il Messico.

Per le aziende italiane ed europee, la strategia dovrebbe essere quella di delocalizzarsi in Messico come porta d'accesso al Nord e Sud America. Sono molto ottimista sul futuro del T-Mec, ma dobbiamo riferire molto di più sui cambiamenti avvenuti rispetto al trattato precedente, perché ora ci sono 34 capitoli e non 22 come prima. Quali sono i nuovi capitoli? Tra gli altri, il commercio elettronico e l'energia, che non facevano parte del precedente accordo. Quindi credo che la nostra responsabilità come ambasciata e come Associazione Economica Messico-Italia sia quella di far sapere che c'è un nuovo accordo di libero scambio molto più ambizioso che integrerà sempre di più le economie dei tre Paesi.

Il TLCUEM —il trattato di libero scambio tra l'Ue e il Messico— è un accordo globale, anche questo rinnovato. Comprende molto più di un semplice scambio commerciale: è un trattato strategico, forse il più ambizioso che l'Unione europea abbia negoziato finora, e include questioni come i diritti umani, la lotta alla corruzione e, per la prima volta, c'è un elenco estensivo di denominazioni di origine. Il Messico riconosce con questo nuovo accordo circa 340 denominazioni europee, mentre l'UE riconoscerà circa 60 denominazioni messicane. Per la prima volta sarà consentito l'accesso alle gare pubbliche internazionali.

Sarà molto importante che le aziende messicane possano partecipare a gare —ad esempio— in Basilicata o Lombardia, o che una società dell'Emilia-Romagna possa essere inclusa nelle offerte degli Stati di Tabasco o Sinaloa. Anche questo è un accordo completamente diverso, che apre molte opportunità e, dal punto di vista commerciale, potrà dare un forte impulso allo scambio tra il Messico e l'Ue, ovviamente Italia compresa. Ma, attenzione, c'è ancora molta strada da fare prima che questo accordo entri in vigore: deve prima essere firmato e poi entrerà nel processo di ratifica dei 27 parlamenti europei. Vedremo cosa succederà. La mia responsabilità sarà per l'Italia e Malta, ma i voti totali necessari saranno 27 perché questo accordo diventi una realtà. Speriamo di sì, perché sicuramente rappresenterà grandi vantaggi per entrambe le parti.