Garcés Lambert: «Netta impronta italiana nel sud-est del Messico»

Garcés Lambert: «Netta impronta italiana nel sud-est del Messico»

Ore 14:22:20 - In videoconferenza da Playa del Carmen ed entusiasta come sempre, Jesús Garcés Lambert —l'acclamato regista messicano di Caravaggio, l'anima e il sangue (2018) e Io, Leonardo (2019)— ha raccontato a Puntodincontro il suo viaggio, ancora in corso, in una delle zone del Messico più popolate da italiani.

Jesús, tu abiti a Roma. Raccontaci il motivo della tua visita.

Marco Giudici, direttore di Rai Italia, mi ha chiesto di fare una serie di ritratti degli italiani che vivono in Messico. Io ho scelto la zona dello Yucatan-Quintana Roo, principalmente la Riviera Maya, ma ci saranno anche un paio di storie che mi sono state raccontate nella giungla e una a El Cuyo, al nord della penisola. Quindi, in realtà, sono qui per riferire chi sono le donne e gli uomini che dopo essere nati, cresciuti ed aver vissuto nel Bel Paese hanno deciso di cambiare vita, quali sono i motivi che li hanno portati nel sud-est messicano e come stanno adesso. E attraverso loro cercare anche di capire il fenomeno della diaspora, della migrazione italiana verso questa regione, perché chi viene qui ha caratteristiche molto diverse rispetto alle persone che decidono di andare a Città del Messico.

Questa è una zona molto interessante per capire le diverse generazioni di italiani che ci sono venute. Vi si possono trovare ragazzi di 18-19 anni, che hanno deciso qualche mese fa di trasferirsi, e ottantenni che sono arrivati negli anni 70. Questi ultimi sono stati dei veri pionieri in un'area del Messico che in quell'epoca nessuno conosceva e dove non c'era nulla. E sono stati loro a dare un'identità alla regione, che oggi ha una netta impronta italiana negli alberghi, nella gastronomia e in altri aspetti.

Inoltre, qui ci sono costruttori, architetti, operatori turistici. Ma anche individui che hanno deciso di lasciare tutto e creare attività inedite, come per esempio Nicoletta, che ha fondato un'azienda agricola all'interno della giungla per raggiungere la completa autosufficienza eliminando l'uso del denaro, che viene sostituito dal baratto e dagli scambi. È una zona molto viva e la gente che è venuta qua si sente a casa.

Nella scelta delle storie, il mio criterio è stato quello di andare a cercare persone che hanno deciso di cambiare vita, che considerano il Messico casa loro e che possono raccontare vicende positive. Quest'ultimo punto è importantissimo, perché oggi più che mai il mondo ha bisogno di una spinta di ispirazione per sentire che ce la possiamo fare.

Ogni cronaca proviene da una persona che mi racconta un universo molto particolare, nel quale si sta avverando —o si è già realizzato— il suo sogno. E ho deciso anche di non parlare di ristoranti o di aspetti legati alla gastronomia, perché qui ci sono molti altre realtà da diffondere, tra cui il turismo, l'ecoturismo, falegnami, sostenitori di comunità indigene. C'è un po' di tutto.

È vero, come dicono, che in Messico —terzo ricettore di turisti a livello mondiale nel 2020, dopo l'Italia e la Francia— la pandemia si sta vivendo in modo più rilassato rispetto al resto del mondo?

In realtà credo che il motivo per il quale il Messico sia così alto nelle cifre è il fatto di non aver chiuso le frontiere. L'aereo con cui sono arrivato era pieno di italiani che venivano a passare le vacanze qui. Quando la gente vuole viaggiare, le agenzie consigliano il Messico, descrivendolo come l'unico Paese aperto dove non c'è bisogno di fare quarantena.

Per me, in effetti, è stato uno choc arrivare qui proveniendo da Roma, città dove abito. Dopo essere atterrato a Cancún ho preso la macchina per raggiungere El Cuyo, un paesino di pescatori al nord dello Yucatan. Immaginati la mia sorpresa quando, abituato ai protocolli che devono essere seguiti in Italia, mi sono accorto che l'unico che indossava una mascherina ero io. È stato strano e bello. Poi ho capito che in quella zona praticamente non avevano avuto casi di Covid, per cui in realtà erano abbastanza rilassati su questo fronte. Da lì mi sono recato nella selva tropicale, altro posto dove non si sono registrati contagi. A Playa del Carmen, invece, è stato il rovescio della medaglia. Qui la pandemia si sente e molti degli italiani sono stati contagiati, però la gente vive come se non ci fosse un domani.

Quando usciranno i servizi che stai preparando?

Sono una serie di servizi di 5-7 minuti ognuno, usciranno da marzo nel programma L'Italia con voi e verranno trasmessi da Rai Italia e Raiplay.