Collaborazione Italia-CdMx-UNODC: appello alle aziende in Messico

Ore 19.12 - «Il mondo delle imprese può essere parte di un processo di reinserimento sociale, che ha come traguardo quello di consegnare alla società persone nuove, sottraendo facile manovalanza alle organizzazioni criminali di ogni tipo”». È la ministra della Giustizia, Marta Cartabia, a lanciare un invito alle società multinazionali che in Italia hanno già investito in progetti di responsabilità sociale rivolti al recupero delle persone private della libertà, affinché possano replicare tale impegno anche nella capitale messicana.

E lo fa inviando un messaggio scritto a Città del Messico nel giorno in cui, presso la sede dell’Ufficio delle Nazioni Unite per la lotta alla droga e al crimine, i firmatari del programma “De la vuelta a la Comunidad”, – Italia, Città del Messico e UNODC Messico – incontrano il partner strategico del progetto, ENEL Green Power, e alcune imprese che hanno già manifestato il proprio interesse al programma.

«Come ho già avuto modo di dire alla Camera dei Deputati qualche giorno fa» —afferma la Guardasigilli— «è motivo di orgoglio per tutti noi il fatto che sotto l’egida dell’Agenzia dell’Onu per il contrasto alle droghe e al crimine, una delegazione del nostro Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria stia fornendo assistenza e consulenza per esportare in Messico il nostro programma sul lavoro di pubblica utilità. E speriamo possa essere esteso anche a Paesi del centro e Sud America».

Nel suo messaggio, letto in apertura dell’incontro, la ministra Cartabia ricorda le «tante esperienze ben avviate in Italia» in tema di lavoro di pubblica utilità, sottolineando come il tasso di recidiva si abbassi drasticamente quando la vita dentro il carcere è ricca di proposte e di percorsi di rieducazione e reinserimento. Per questo «saluto con piacere i rappresentanti di importanti aziende e della società civile, che decidono anche così, con l’adesione a progetti di questo tipo, di esercitare la loro quota di responsabilità sociale e rispondere a quel dovere di solidarietà che la Costituzione richiede a tutti», conclude Cartabia rivolgendosi ai rappresentanti delle multinazionali presenti a Città del Messico e a quelli collegati via streaming dall’Italia.

L’incontro, che si è svolto nell’ambito del progetto di rafforzamento del programma di lavori di pubblica utilità nel sistema penitenziario di Città del Messico, ha visto la partecipazione del Rappresentante UNODC Messico, Kristian Holge; dell’Ambasciatore italiano in Messico, Luigi De Chiara; della titolare del programma UNODC per la prevenzione dei reati e della violenza, Ana Echeverri; del Direttore del lavoro penitenziario di Città del Messico, Aaron Sánchez; del responsabile dell’Ufficio Centrale per il lavoro dei detenuti del DAP, Vincenzo Lo Cascio; e dell’Amministratore delegato per il Messico e l’America Centrale di Enel Green Power, Bruno Riga, in qualità di partner strategico del programma che così ha commentato: «Con i nostri progetti abbiamo avviato più di 24 workshop, coinvolgendo circa 250 detenuti. Abbiamo avviato diversi progetti, fra cui uno molto importante per la riforestazione che sta dando lavoro a più di 30 persone private della libertà. Lo scorso anno li abbiamo coinvolti nella fabbricazione delle mascherine, fondamentali per affrontare la pandemia. Tutti progetti di innovazione, in linea con la nostra filosofia, che danno l’opportunità a queste persone di trovare una nuova vita».

Importante il panorama delle multinazionali già operanti in Italia nel settore del lavoro penitenziario che hanno raccontato l’impegno e i risultati fin qui raggiunti. Come nel caso della multinazionale australiana Lendlease, la cui responsabile della sostenibilità per l’Italia e l’Europa Centrale, Nadia Boschi, ha presentato il “Programma 2121” avviato a Milano. Oppure come Formula E, che ha organizzato progetti di lavoro di pubblica utilità a Roma, rappresentata nel corso dell’incontro dal Direttore degli eventi di Roma, Margot McMillen, e dal direttore per l’America Latina, Alvaro Buonaventura. Presenti anche Mario Del Signore e Giovanni Volpes di Comau, che hanno illustrato il fondamentale contributo della loro impresa al programma “#Ricuciamo”, avviato nel 2020 nei tre stabilimenti di Milano Bollate, Roma Rebibbia e di Salerno per la produzione industriale di mascherine chirurgiche.

L’incontro di ieri è stato solo il primo passo per un coinvolgimento delle imprese nel progetto “De vuelta a la Comunidad”: presto sarà seguito dalla formazione di un tavolo di lavoro che servirà a studiare la possibilità per le suddette multinazionali di implementare a Città del Messico i programmi da loro già avviati con successo sul territorio e con i detenuti italiani.

 

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