De Chiara: «Tra Italia e Messico le istituzioni non sono indispensabili»

De Chiara: «Tra Italia e Messico le istituzioni non sono indispensabili»

Ore 19:45 - L'Ambasciatore italiano in Messico, Luigi De Chiara, è stato intervistato oggi su La Octava, emittente televisiva commerciale - con sede nella capitale del Paese latinoamericano - di proprietà di Francisco Aguirre Gómez, ex CEO di Grupo Radio Centro dal 1999 al 2019.

Quali sono i punti di forza dell'interazione tra Messico e Italia e quanto sono vantaggiosi per l'avanzamento delle relazioni commerciali?

Sono rapporti che iniziarono cinque secoli fa perché, nonostante l'Italia non abbia avuto un ruolo da protagonista nella storia del Messico contemporaneo, sono sempre stati tanti i legami tra le persone che provenivano dalla nostra penisola e questa parte del mondo.

Siamo uniti soprattutto dalla comune radice latina, che è molto forte. Sono originario di Napoli e posso affermare che quando sono arrivato in Messico non ho avuto alcun tipo di shock culturale: mi sento a casa. Ci accomunano anche caratteristiche tipiche, sia degli italiani che dei messicani, come il carattere caldo e socievole e il gusto per la buona cucina. In entrambi i Paesi, la tavola è un evento sociale di grande importanza in cui ci si incontra con la famiglia e gli amici.

Abbiamo anche strutture economiche abbastanza compatibili. L'Italia da molti anni contribuisce allo sviluppo industriale del Messico poiché l'80% delle nostre esportazioni in questo Paese è costituito da macchinari industriali. Italia e Messico sono anche due potenze culturali e in questo campo abbiamo davvero molto da fare insieme. L'unico limite è l'immaginazione.

La pandemia ha ovviamente messo un freno agli scambi, ma nonostante tutti i problemi che abbiamo dovuto affrontare nell'ultimo anno e mezzo siamo abbastanza soddisfatti e, soprattutto, abbiamo tanta voglia di riattivarci ed esplorare nuovi campi di cooperazione, visto che ci sono grandi opportunità.

Come approfondire i campi della cultura e della gastronomia?

Le strutture istituzionali nel caso dell'Italia e del Messico sono importanti, ma non indispensabili. Faccio un esempio: per il triplice anniversario che si celebra quest'anno in Messico, abbiamo organizzato cinque seminari in collaborazione con l'Istituto Nazionale di Antropologia e Storia su tutte le relazioni culturali e artistiche che sono intercorse tra Italia e Messico nel corso degli ultimi secoli e ci siamo resi conto che c'è materiale per 50 seminari, non cinque.

Quando ci si addentra nei canali della collaborazione istituzionale, si scopre che ci sono organizzazioni culturali, accademiche e università che hanno già stretto legami che non passano necessariamente attraverso l'Ambasciata d'Italia in Messico o l'Ambasciata del Messico a Roma. Il contatto si genera quasi spontaneamente. Inoltre, ai messicani piace viaggiare in Italia e agli italiani piace venire in Messico e in molti casi le opportunità per le nuove collaborazioni nascono a seguito di un viaggio turistico. Non c'è davvero nessun problema di comunicazione tra italiani e messicani, quindi basta aspettare che si presentino le occasioni per lanciare nuove iniziative.

 

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