È online la mostra “Roma æterna o la costruzione di un mito”

Ore 13:47 - La mostra virtuale Roma æterna o la costruzione di un mito —inaugurata il 2 giugno in occasione della celebrazione della Festa della Repubblica Italiana— potrà essere visitata sul sito www.romaeternadigitale.it fino al 2 dicembre 2021.

Dal suo splendore al tempo degli imperatori, attraverso il Medioevo e il Rinascimento, poche capitali della nostra epoca, come Roma, sono riuscite a reinventarsi e a rimanere in auge nel corso dei millenni. La mostra presenta l'evoluzione di questa cultura dal punto di vista della storia dell'arte.

A commentarlo sono le autorità del ministero federale messicano della Cultura—attraverso l'Istituto Nazionale di Antropologia e Storia (INAH)— e dell'Ambasciata d'Italia in Messico, enti che, insieme alla Facoltà di Architettura dell'Università Roma Tre e all'Instituto Italiano de Cultura a Città del Messico, hanno organizzato e sviluppato questa mostra inedita, che riunisce più di 250 immagini ad alta risoluzione di opere pittoriche, scultoree e architettoniche che, nel corso dei secoli, hanno catturato da diverse correnti artistiche ed ottiche particolari, la magnificenza della città eterna.

Alla cerimonia di apertura erano presenti l'ambasciatore italiano in Messico, Luigi De Chiara, il direttore generale dell'Istituto Nazionale di Antropologia e Storia, Diego Prieto, il direttore dell'Istituto Italiano di Cultura (IIC), Gianni Vinciguerra e la curatrice del mostra, Margarita Segarra Lagunes. Il rettore dell'Università Roma Tre, Luca Pietromarchi, ha inviato un messaggio virtuale.

«A Roma spesso anche una semplice rimessa è monumentale», ha detto Gianni Vinciguerra, ricordando le parole dello scrittore francese Henri Beyle, meglio conosciuto con lo pseudonimo Stendhal. «Quando è stata scritta questa frase, il mito di Roma era già consolidato» —ha aggiunto il direttore dell'IIC— «e la mostra si propone proprio di trattare questo mito che, con una ragionevole approssimazione, si può dire che sia nato con l'eta d'oro del grand tour, rito di passaggio obbligato per le classi dirigenti europee, dalla seconda metà del XVIII secolo».

Quest'anno ricorre «il 75° anniversario della repubblica italiana e si celebrano 150 anni da quando Roma è stata dichiarata capitale d'Italia», ha ricordato l'ambasciatore Luigi De Chiara, sottolineando che «l'Italia contemporanea è un po' più giovane del Messico contemporaneo».

«Quando Margarita Segarra» —ha proseguito il capo della diplomazia italiana in Messico— «qualche mese fa mi ha proposto di organizzare una mostra virtuale su una serie di opere che fanno riferimento a Roma, l'idea mi è piaciuta e ho avuto subito l'occasione di proporla al direttore generale Prieto. L'iniziativa è fantastica, perché posso dire per mia esperienza che, nonostante i suoi difetti, Roma è una città unica per il piacere che produce alla vista. È anche una fortuna poter realizzare questa mostra in un anno in cui in Messico si celebrano tre importanti anniversari: 700 anni dalla fondazione di Tenochtitlan, 500 anni dalla conquista e 200 anni dall'indipendenza».

La potenza dell’Impero Romano, il crepuscolo medievale, lo splendore rinascimentale, la ricchezza del Barocco e la nostalgia del Romanticismo costituiscono l’asse portante di questa esposizione che racconta, attraverso l’opera dei grandi maestri della storia dell’arte, l’evoluzione di una città destinata, sin dalla sua fondazione, a consolidarsi in mito.

Il percorso virtuale si basa su sei sezioni tematiche: La costruzione del mito; Uso, reimpiego e stratificazione; Il recupero dell’antichità; Il trionfo del Barocco nello spazio pubblico; La riscoperta dell’antichità; Roma æterna nel Messico centenario.

 

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