Ricordata la vittoria di Taruffi alla Panamericana

Ricordata la vittoria di Taruffi alla Panamericana

Ore 07:12 - Si è svolta sabato scorso al Golf della Montecchia —un campo di 27 buche situato alle porte di Padova, a pochi chilometri da Venezia— la 4ª edizione del concorso di eleganza per carrozzerie di automobili storiche «La Volpe Argentata».

Sono state esposte la Ferrari 212 Inter Vignale con la quale Piero Taruffi vinse 70 anni fa in Messico la Carrera Panamericana, gentilmente messa a disposizione dal collezionista piemontese Giorgio Vinai, e la Giulietta Sprint del 1957 con cui nel 2002 Prisca Taruffi, figlia di Piero, partecipò alla Carrera, insieme ai due miti dell’automobilismo Arturo Merzario e Clay Regazzoni, con la squadra Alfa Romeo della Scuderia del Portello. La vettura è stata messa a disposizione da Marco Cajani, presidente della scuderia.

Piero Taruffi fu l’unico pilota italiano che prese parte a tutte e 5 le edizioni della Carrera Panamericana, dal 1950 al 1954. Oltre alla vittoria nell’edizione del 1951, arrivò secondo nel 1953 dietro al compagno di squadra Fangio su Lancia 3300.

In suo onore in Messico venne addirittura coniato il verbo tarufear per indicare il correre veloce. Alcuni tassisti del Paese latinoamericano avevano sul cruscotto la foto del Zorro Plateado. «Quando mio padre 70 anni fa vinse la Panamericana» —racconta Prisca Taruffi— «per i messicani diventò El Zorro Plateado, ovvero La “Volpe Argentata”, un appellativo che ben lo rappresentava, non solo per i capelli bianchi, ma soprattutto per la sua astuzia nelle strategie di gara. Nel 1951 Enzo Ferrari decise di partecipare alla Carrera messicana con due berlinette ‘212 Inter’ che affidò rispettivamente a mio padre in coppia con Luigi Chinetti e a Ascari/Villoresi».

Quest'anno Prisca sarà la Grand Marshal della Carrera Panamericana che si svolgerà in Messico ad ottobre, in coppia con la giornalista Savina Confaloni e —in collaborazione con la Fondazione Italia-Messico presieduta da Alejandra Olay— promuoveranno la parità di genere, un tema di grande attualità e valore sociale internazionale. Guideranno una Alfa Romeo Giulietta Sprint del 1956 gentilmente concessa dall’architetto messicano Francisco López Guerra, grande collezionista e appassionato di Alfa Romeo, nonché amico di Piero Taruffi, con il quale aveva collaborato all’organizzazione della Carrera.

 

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