Covid-19, il piano vaccini in Messico e in Italia

Covid-19, il piano vaccini in Messico e in Italia

In Messico, le autorità del ministero della Sanità hanno riferito oggi che il vaccino contro il Covid-19 sarà distribuito in cinque fasi che dovrebbero concludersi nel mese di marzo del 2022.

Il ministro della Sanità, Jorge Alcocer, ha ricordato che il vaccino non pone fine alla pandemia, poiché è solo una delle strategie contro il coronavirus.

Il sottosegretario Hugo López-Gatell ha riferito che la prima fase del processo di vaccinazione inizierà durante dicembre 2020, sarà rivolta al personale sanitario che opera in prima linea contro il Covid-19 e inizierà a Città del Messico e nello Stato di Coahuila.

A partire da febbraio e fino ad aprile 2021, verrà effettuata la seconda fase in cui verrà vaccinato il restante personale sanitario e le persone di età pari o superiore a 60 anni.

La terza fase si svolgerà da aprile a maggio 2021, con la vaccinazione delle persone tra i 50 ei 59 anni.

L'antigene contro il virus SARS-CoV-2 sarà poi distribuito in una quarta fase, da maggio a giugno 2021, a persone di età compresa tra i 40 ei 49 anni.

Il resto della popolazione sarà vaccinato da giugno 2021 a marzo 2022 come ultima fase.

In Italia, una volta ottenute le autorizzazioni dell'Ema (Agenzia europea dei farmaci), che dovrebbero arrivare entro metà gennaio, inizierà la fase di distribuzione.

Tra i primi vaccini che saranno disponibili nel Bel Paese vi è quello della Pfizer, tra il 23 e il 26 gennaio, e le dosi andranno direttamente ai 300 punti di arrivo individuati: gli ospedali. Si prevede l'arrivo di 202 milioni di dosi da gennaio al primo trimestre del 2022. Inizialmente sarà vaccinato il personale medico e sanitario e i residenti in strutture dedicate ad anziani non autosufficienti: prima gli over-80, poi la fascia tra i 60 e i 70 anni e via via alle altre fasce come i lavoratori essenziali, compresi quelli della scuola. In questa fase ci sarà il coinvolgimento dell'esercito.

Per i vaccini che necessitano di catena del freddo standard ci sarà un sito nazionale di stoccaggio all’aeroporto militare di Pratica di Mare, nei pressi di Roma, e hub regionali, mentre quelli con catena del freddo estrema saranno consegnati da aziende presso 300 punti vaccinali. Il confezionamento dei vaccini multidose richiede siringhe e diluente e il commissario straordinario Arcuri assicurerà il materiale necessario.

Il piano del governo prevede che la distribuzione del vaccino sia interamente statale a gestione centralizzata in base a decisioni mediche e scientifiche.

Dopo una prima fase in cui le vaccinazioni riguarderanno le categorie più a rischio —che comprendono quasi 6,5 milioni di individui—, si procederà alle vaccinazioni di massa, utilizzando palestre, spazi aperti e fiere. Tutto ciò considerando che allo stato della conoscenza odierna ogni dose ha bisogno di richiamo e non si conosce la durata dell'immunità.

Ci saranno vaccinazioni centralizzate presso gli ospedali o con unità mobili. Si stima un fabbisogno di circa 20mila persone per attuare la campagna. Si ricorrerà a professionalità esistenti nel Paese anche con la pubblicazione di “inviti” a partecipare alla campagna di vaccinazione, nonché a stipula di accordi con il ministero della Ricerca per contatti con le scuole di specializzazione medica. Con l'ampliarsi della campagna saranno coinvolti gli ambulatori vaccinali, i medici di famiglia e la sanità militare.