Covid-19, la situazione in Messico

Covid-19, la situazione in Messico

Resta molto grave la situazione legata alla pandemia da Covid-19 in Messico, uno dei sei Paesi al mondo che hanno già dato il via libera alle vaccinazioni in massa dopo Regno Unito, Bahrein, Canada e Arabia Saudita, e prima degli Stati Uniti, dove però da oggi i sieri inizieranno a venire somministrati alla popolazione, mentre in terra azteca si dovrà ancora attendere almeno fino alla fine della prossima settimana per ricevere un primo pacchetto di 125mila dosi dalla Pfizer, delle 34,4 milioni previste, che verranno destinate alla protezione degli operatori sanitari.

Nel frattempo il nuovo coronavirus continua a colpire duramente il Paese latinoamericano, che ieri ha registrato 8.608 nuove infezioni e 249 decessi per un totale di 1.250.044 contagi e 113.953 morti dall'inizio della pandemia lo scorso febbraio. Quello di sabato scorso, 12 dicembre, è stato il quinto giorno consecutivo con oltre 11mila infezioni, a dimostrazione del fatto che il virus stia tuttora in fase montante. Secondo il conteggio della Johns Hopkins University, il Messico è il dodicesimo Paese con il maggior numero di casi e il quarto con il maggior numero di morti accumulate per il nuovo coronavirus, solo dietro Stati Uniti, Brasile e India e davanti all'Italia.

Al momento, il 41% dei posti letto negli ospedali messicani è occupato, ma la situazione è particolarmente drammatica nella capitale. La sindaca di Città del Messico, Claudia Sheinbaum, ha infatti avvertito che la città è in «allerta» per la «crescita molto accelerata dei ricoveri», che nella capitale ha già portato all’occupazione del 74% dei posti letto.

Il sottosegretario alla Salute Hugo López-Gatell, capo della task-force governativa nominata per contrastare l’epidemia, ha avvertito che il Messico sta affrontando «il secondo picco» della pandemia, con un aumento dei contagi nel centro e nel nord del Paese. Secondo López Gatell, il virus ha comunque cominciato a diminuire nel terzo trimestre in diverse aree del Paese, anche se ora c'è una forte tendenza al rialzo in Chihuahua, Coahuila, Nuevo León, Zacatecas, Durango, Querétaro, Aguascalientes, Città del Messico e Baja California. «Abbiamo superato il picco massimo, speriamo che ora la curva epidemiologica si attesti su un plateau e che quindi scenda», ha dichiarato inoltre Ricardo Cortés, direttore generale dell’Istituto nazionale per la Promozione della salute.