Google dedica il doodle all'astrofisica italiana Margherita Hack

Google dedica il doodle all'astrofisica italiana Margherita Hack

Ore 09:35 - Il doodle di Google di sabato 12 giugno 2021 è dedicato all’astrofisica italiana Margherita Hack, conosciuta soprattutto per i suoi lavori di divulgazione scientifica sullo spazio il funzionamento delle stelle, oltre che per il suo impegno civile. Hack, nata a Firenze il 12 giugno del 1922 e morta il 29 giugno del 2013, oggi avrebbe compiuto 99 anni.

Si laureò in fisica nel 1945, durante la Seconda Guerra Mondiale. Dal 1964 al 1992 fu professoressa ordinaria di Astronomia all’università di Trieste e fu la prima donna a dirigere un osservatorio in Italia, sempre a Trieste, dal 1964 al 1987. Grazie al suo lavoro e alle numerose ricerche pubblicate, in quegli anni l’Osservatorio ottenne una notevole rilevanza nell'ambito della comunità scientifica internazionale.

Hack si era specializzata nella classificazione delle stelle sulla base del loro spettro, cioè delle loro emissioni luminose e radiazioni. Molti dei suoi studi sono inoltre dedicati all’analisi dei sistemi binari, in cui due oggetti legati dalla reciproca attrazione gravitazionale orbitano attorno ad un centro di massa comune.

Oltre alle decine di studi pubblicati sulle principali riviste scientifiche, Hack scrisse numerosi libri che la proiettarono tra i grandi nomi della fisica.

Fu tra i fondatori del CICAP —Comitato italiano per il controllo delle affermazioni sulle pseudoscienze— e si dichiarò sempre scettica verso ogni forma di fenomeno soprannaturale. Fu molto attiva nella società civile e in politica, e si candidò più volte a diverse cariche elettive, sempre con formazioni di sinistra. Era atea e spesso criticò la Chiesa cattolica. Nel 2007 spiegò che: «Il compito della scienza è cercare di capire quali siano le leggi che regolano l’universo, la nostra vita, i nostri pianeti, senza ricorrere a Dio. Ricorrendo a Dio non c’è più bisogno di scienza. È come se Dio ci desse da fare le parole crociate, tanto poi se non si fanno, spiega tutto lui. Il compito della scienza è proprio quello di fare a meno di Dio. Cercare di capire con la propria ragione».

 

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