Italia, Francia e Messico i più visitati nell'anno del Covid

Italia, Francia e Messico i più visitati nell'anno del Covid

Ore 05:39:02 - Il 2020 è stato disastroso per il turismo, ma ad alcuni Paesi è andata meno male degli altri. Italia, Francia e Messico si sono piazzati ai primi tre posti della classifica delle mete più visitate al mondo nell'anno della pandemia ed hanno accolto, rispettivamente, 27,5 25,2 e 25,1 milioni di turisti, secondo i dati dell’Organizzazione mondiale del turismo.

A favorire questo risultato è stato il crollo di due giganti come Stati Uniti e Spagna, unito —nel caso del Messico— a un clima più ‘rilassato’, soprattutto nelle località costiere, prezzi più convenienti e una maggiore libertà di movimento che hanno attirato molti giovani, anche europei.

E in questo inizio del 2021 la scia positiva sembra continuare. Secondo Frank Lopez Reyes, direttore del turismo del municipio di Cancún, una delle principali destinzioni dei viaggiatori che visitano il Paese latinoamericano, «nei primi giorni dell’anno si è superato il record degli ultimi mesi e gli hotel sono pieni al 60%».

Il clima per i messicani però non è così rilassato. Sono sempre di più le testimonianze di cittadini e medici che parlano di ospedali al collasso, mancanza di ossigeno, farmaci e posti letto. Inoltre, gli aiuti elargiti ai settori economici più in difficoltà sono stati pochi. Secondo uno studio dell’Ocse, a differenza di città che dipendono in gran parte dal turismo, come Parigi e Tokyo, che hanno aperto programmi di appoggio finanziario per la disoccupazione in questo settore, a Città del Messico il contributo è stato bassissimo. Ma anche a livello nazionale l'intervento del governo è stato quasi inesistente. «Il Messico è uno dei Paesi che meno ha dato aiuti economici durante la pandemia» —rileva Héctor Magaña, professore di Contabilità e Finanza presso la Business School dell'Instituto Tecnológico y de Estudios Superiores di Monterrey— «In America Latina gli aiuti hanno raggiunto in media il 5,1% del Pil, mentre in Messico solo l’1%».