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4 agosto
2016
- In genere in Italia nessuno dubita circa il modo corretto di mangiare gli spaghetti, semplicemente perché è dato per scontato che la forchetta è tutto ciò di cui si ha bisogno.
Nel Belpaese, a un bambino che inizia a mangiare da solo, solitamente non si dà un cucchiaio insieme alla forchetta per un primo approccio alla pasta lunga. Caso mai i genitori sono rassegnati, e anche divertiti, a vedere schizzi di salsa ovunque, visetti coperti di sugo, manine sporche... Sanno che crescendo arriverà anche l'abilità nel riuscire ad arrotolare intorno ai rebbi la matassina giusta, dopo aver fatto spazio nel piatto con la forchetta per avvolgere solo la quantità desiderata.
Gli italiani sono stati da sempre abituati così. E non celano l'orgoglio quando prendono bonariamente in giro gli stranieri che si esibiscono con cucchiaio e forchetta in complicate attività di “arrotolamento assistito”.
C'è chi, però, in Messico e da altre parti del mondo, sostiene che l'uso del cucchiaio dovrebbe essere consentito, e fra i sostenitori di questa versione esistono anche proprietari di ristoranti italiani. A questo proposito torna sempre il dubbio su quanto abbiano di autentico molti di questi locali nel mondo.
Su questa diatriba è stata proprio una straniera a diffondere alcuni anni fa una delle opinioni più note, anche in Italia: nei primi anni '80 Miss Manners, pseudonimo della giornalista statunitense esperta di etichetta Judith Martin, nella sua “Guida al comportamento estremamente corretto” (Guide to Excruciatingly Correct Behavior, 1982) scriveva: «La forchetta è l'unico strumento consentito per mangiare gli spaghetti» aggiungendo, più avanti: «Nel mondo civile, nel quale vengono inclusi gli Stati Uniti e l'Italia, non è corretto mangiare gli spaghetti con il cucchiaio. La definizione di “civile” è proprio quella di una società che non considera educato utilizzare un cucchiaio per arrotolare la pasta».
(massimo barzizza / puntodincontro.mx)
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