È autentico il codice Grolier dei Maya.

 

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8 settembre 2016 - Il codice Grolier dei Maya è autentico. Dopo quasi 60 anni di dubbi e polemiche, i ricercatori guidati da Stephen Houston, della Brown University di Providence, non solo sono riusciti a confermare l'autenticità di uno dei libri più antichi e rari del mondo, ma hanno concluso che probabilmente si tratta del più antico di tutti i manoscritti arrivati a noi dell'America antica.

Trovato da alcuni saccheggiatori in una grotta del Chiapas in Messico negli anni '60, il manoscritto è stato sottoposto ad un meticoloso lavoro di analisi, pubblicato sulla rivista Maya Archaeology. Per anni accademici e specialisti hanno sostenuto che il Codice Grolier fosse un falso. In questo caso gli studiosi hanno lavorato mettendo da parte tutti i pregiudizi, e hanno analizzato le origini del manoscritto, la natura del suo stile e iconografia, il significato del calendario di Venere e i dati scientifici, inclusa la datazione al carbonio, l'abilità artigianale del codice, dalla fattura della carta fino alle tecniche pittoriche. A convincere i ricercatori dell'autenticità del codice sono stati l'analisi della carta che risale al XIII secolo, i disegni in sottili linee rosse e i pigmenti blu, oltre al fatto che se il manoscritto fosse un falso fatto nel XX secolo, l'autore avrebbe dovuto intuire l'esistenza di divinità Maya che non erano state scoperte nel 1964, rappresentarle in modo perfetto e indovinare come i Maya creavano il blu, che è stato possibile riprodurre in laboratorio solo negli anni '80.

Il Codice Grolier è un frammento di 10 pagine dipinte, decorate con l'iconografia rituale Maya e un calendario che tiene traccia dei movimenti di Venere. Fu redatto da uno scriba quando Chichen Itza era già in declino, e spiega aspetti e conoscenze che sarebbero poi state sfruttate dagli artisti successivi di Oaxaca e del Messico Centrale. «L'unica conclusione possibile» —affermano i ricercatori— «è che quattro codici Maya del periodo Precolombiano siano arrivati a noi intatti, e uno di questi è il Grolier».

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(ansa.it / puntodincontro.mx / adattamento e traduzione in spagnolo di massimo barzizza)