|
18 luglio
2016
- Da ieri, l'arcipelago messicano di Revillagigedo è iscritto nella lista del Patrimonio Naturale dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'educazione, la scienza e la cultura (UNESCO), per la sua ricchezza naturale terrestre e marina.

L'iscrizione è stata approvata dal Comitato del Patrimonio Mondiale —riunito a Istanbul, in Turchia— sulla base di un fascicolo presentato dal Ministero dell'Ambiente e delle Risorse Naturali (Semarnat) attraverso la Commissione Nazionale delle Aree Naturali Protette (CONANP), ed integrato con il sostegno del Comitato consultivo della riserva, ricercatori di organizzazioni della società civile, istituzioni accademiche e la Marina militare.
Questo risultato «conferma la grande biodiversità del nostro Messico, e ci impegna ancora di più nella sua custodia», ha detto ieri il presidente Enrique Peña Nieto su Twitter.
L'arcipelago di Revillagigedo, situato nel Pacifico orientale, è formato dalle isole di San Benedicto (nella foto principale), Socorro e Clarión, l'isolotto Roca Partida e le acque adiacenti. Queste porzioni di terraferma —vertici emersi di vulcani appartenenti a una catena montuosa sottomarina— sono un habitat vitale per diverse specie di flora e fauna, in particolare uccelli marini, riferisce l'UNESCO in un comunicato. «Le acque che le circondano ospitano una notevole concentrazione di grandi pelagici: mante giganti, delfini, squali e cetacei».

Una dichiarazione congiunta del Ministero degli Affari Esteri e della Semarnat spiega: «Con l'iscrizione di questo sito nella lista dell'UNESCO, il Messico riafferma la sua posizione di primo paese dell'America Latina e dei Caraibi e di sesto a livello mondiale, con un totale di 34 registri, di cui 27 corrispondono al patrimonio culturale, 6 al patrimonio naturale e uno ad una categoria mista, con valori culturali e naturali».
(massimo barzizza / puntodincontro.mx)
|