Celebrazione del 71° anniversario della Repubblica Italiana a Città del Messico.

 

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3 giugno 2017 - Si è tenuta ieri, all'Istituto Italiano di Cultura di Coyoacán, la celebrazione a Città del Messico del 71esimo anniversario dalla proclamazione della Repubblica italiana.

È stato il primo anno in cui la lista degli invitati è stata compilata utilizzando la modalità di pre-registrazione da parte dell'Ambasciata, dopo aver ricevuto una richiesta individuale degli interessati ad assistere. «Abbiamo accettato tutte le mail che ci sono arrivate», ha spiegato a Puntodincontro il Capo della Cancelleria Consolare Paolo Epifani «e i presenti, compresi gli invitati speciali, sono circa 600».

L'Ambasciatore Luigi Maccotta, accompagnato dalla moglie Loredana, ha rivolto ai presenti un breve discorso, dopo aver ascoltato gli inni del Messico, dell'Europa e dell'Italia eseguiti dal gruppo “Los anónimos Italianos” guidato da Giovanni Buzzurro.

«A tutti e a tutte, autorità e amici messicani, connazionali e amici italiani, colleghi del corpo diplomatico», ha detto Maccotta, «La celebrazione della festa della Repubblica italiana è iniziata con l'ascolto di tre inni: quello del Messico, Paese che ci abbraccia ed ospita generosamente, seguito da quello dell'Europa, allo stile Macron, meglio conosciuto come l'Inno alla Gioia di Beethoven, per aprire la strada all'inno Fratelli d'Italia, dato che, dal mio punto di vista, l'allegria fa parte della felicità ed è un diritto degli esseri umani, ma bisogna lottare per costruirla e conservarla».

«Crediamo che l'Europa rappresenta il nostro futuro e la nostra speranza», ha continuato l'Ambasciatore, «e dobbiamo rilanciarla secondo i principi della dichiarazione di Roma dello scorso 25 marzo. Abbiamo, inoltre, chiesto agli “Anónimos Italianos” di suonare l'inno nazionale dal vivo, perché crediamo che ciò che accade dal vivo è vita, un'interpretazione quotidiana di ciò che significa essere italiani, geograficamente lontani dalla Patria, ma vicini nei sentimenti».

«Vogliamo che oggi sia un giorno di festa nel pieno significato della parola, cioè di allegria, amicizia, solidarietà e fiducia. Il mondo sta affrontando grandi sfide, è sempre stato così. La storia è la strada che tracciamo con ognuna delle nostre libere scelte, una marcia in avanti. La storia siamo noi, diceva alcuni anni fa il cantautore Francesco De Gregori. Nulla è predeterminato, non c'è niente che la nostra volontà e la nostra solidarietà non possa raggiungere».

«Abbiamo visto che non esiste una coincidenza perfetta in Occidente su quali dovrebbero essere le decisioni su sfide globali come il commercio internazionale, i cambiamenti climatici e le migrazioni. Però, al G7 di Taormina, molto ben organizzato dal governo italiano, ci sono state discussioni, c'è stato dialogo, confronto e ricerca di accordi e impegni».

«Sono arrivato in Messico sei mesi fa e adesso posso confermare, umilmente, le mie prime impressioni: qui c'è una simpatia sincera e molto diffusa per l'Italia, una grande facilità di comprensione reciproca un grande interesse per la mutua cooperazione. Ci sono grandi opportunità per le nostre aziende, per la nostra creatività, il nostro talento e la nostra esperienza. Speriamo di poter promuovere e portare avanti questo solido fondamento nel quadro della Commissione binazionale in programma per il prossimo ottobre».

«Infine, un annuncio per il futuro: nei prossimi mesi, quello che viene chiamato Sistema Italia —che è l'insieme delle istituzioni e organizzazioni che in maniere e a titoli diversi rappresentano gli interessi dell'Italia in Messico— si prepara per realizzare diversi eventi nei settori della cultura, della moda, della cucina e del design. Io l'ho chiamato “Spazio stile Italia”, sperando di essere all'altezza delle aspettative e della nostra reputazione».

«Siamo un Paese bello, conosciuto per il suo stile. Vogliamo essere felici e rendere felici i Paesi e i popoli amici come il Messico. Viva l'Italia, viva il Messico e viva l'umanità! Grazie».

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(massimo barzizza / puntodincontro.mx)