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23
maggio 2017
- Il presidente del Movimento Associativo
Italiani all'Estero (MAIE), Ricardo Merlo,
ha incontrato ieri sera all'Istituto di
Cultura di Coyoacán alcuni membri della
comunità italiana di Città del Messico.
Il parlamentare italo-argentino ha spiegato
ai circa 60 presenti le origini e gli
obiettivi di questo partito nato nel 2007 a
Buenos Aires.
«Il MAIE, che all'inizio non era un'associazione politica, ma un movimento
culturale» —ha detto Merlo— «è l'unica
organizzazione che è nata in America Latina
ed è ora presente nelle Camere italiane.
Abbiamo iniziato come un gruppo di
volontariato cattolico, fino a quando
l'Italia ha deciso di dare la possibilità di
votare ed essere eletti agli italiani che
risiedono all'estero. Abbiamo quindi voluto
portare in Parlamento un movimento che fosse
indipendente dai partiti politici
tradizionali».
«In Sud America» —ha continuato il
parlamentare— «Abbiamo già vinto tre
elezioni. La prima volta abbiamo ottenuto
più di 100 mila voti, seguiti dall'Ulivo con
85 mila e poi Forza Italia con meno voti
rispetto all'Ulivo. Siamo convinti che un
eletto all'estero non deve fare ciò che fa
un parlamentare “romano”. Dobbiamo lavorare
per gli interessi di coloro che vivono oltre
i confini del Belpaese. Pertanto, stiamo
lottando per fermare i tagli di bilancio che
hanno interessato la promozione della lingua
e della cultura italiana nel mondo e il
personale dei consolati».
«Oggi l'Italia sta affrontando una
situazione politica travagliata. Il Paese,
oltre a dover affrontare una grave crisi di
crescita, sta attraversando anche una crisi
di governabilità, che si è prodotta al
passare da un sistema bipolare ad un sistema
tripartito che complica la formazione dei
governi. È per questo che stiamo discutendo
in Parlamento una nuova legge elettorale per
cercare di rendere la nazione più
governabile. L'Italia e l'Europa, inoltre,
cercano soluzioni al problema
dell'immigrazione, che si mescola con le
minacce del terrorismo».
«Questo “cocktail” di difficoltà provoca
oggi molta incertezza politica e, in questo
contesto, il MAIE ha delle possibilità,
perché nella prossima legislatura di sicuro
chi prevarrà avrà bisogno delle minoranze
per formare un governo. I partiti piccoli
potranno partecipare alle decisioni di
carattere esecutivo. Finora siamo stati
all'opposizione, perché negli ultimi 10 anni
i governi succedutisi ci hanno fatto perdere il finanziamento per la rete
consolare, la promozione della lingua e
della cultura e le camere di commercio, ma
siamo convinti che alle prossime elezioni la
circoscrizione Nord e Centro America voterà
per il nostro movimento».
(massimo barzizza /
puntodincontro.mx)
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