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25 maggio 2018
- Lidia Camacho, Direttrice Generale
dell'Istituto Nazionale delle Belle Arti, ha
inaugurato il Padiglione del Messico alla
sedicesima mostra internazionale di
architettura della Biennale di Venezia.
Accompagnata da Juan José Guerra Abud,
Ambasciatore del Messico in Italia, la
funzionaria ha dichiarato: «In questa
edizione abbiamo cercato di combinare una
visione spaziale e territoriale partendo
dall'esperienza maturata durante le nostre
partecipazioni nazionali. Dopo 37 anni e 16
edizioni, la Biennale di Venezia è la
manifestazione più rilevante
dell'architettura mondiale».
«In sei anni», ha proseguito Camacho, «la
partecipazione messicana ha aperto una
finestra per diffondere, condividere e
promuovere le nostre ricerche e risultati.
La mostra espone opere che celebrano la
qualità e la generosità spaziale
dell'architettura del nostro Paese,
indipendentemente dalle sue dimensioni o
condizioni pubbliche, private, esclusive o
limitate».

Lidia Camacho, Direttrice
Generale dell'Istituto Nazionale delle Belle
Arti, e Juan José Guerra, Ambasciatore del
Messico in Italia.
Situata nella sala d'armi del museo
dell'Arsenale di Venezia, l'installazione si
sviluppa attorno a un modello che riproduce
l'asse neovolcanico del centro del Paese e,
come ha spiegato la curatrice Gabriela
Etchegaray, vuole essere un omaggio ad
Alexander Von Humboldt, il geografo e
umanista tedesco che nel 1803 arrivò in
Nuova Spagna e attraversò il territorio
dall'Oceano Pacifico fino al Golfo.
Come la struttura centrale, i pannelli
laterali che riproducono i progetti dei 21
partecipanti selezionati sono in marmo
grigio e includono video che forniscono un
resoconto degli ambienti in cui sono stati
sviluppati. Nicchie colorate e alcuni
pannelli riproducono l'orografia del Paese.

(massimo barzizza / puntodincontro)
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