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2
febbraio 2018
- È un'Italia che corre a due velocità in
termini di aspettativa di vita. Se nel
Settentrione infatti si vive in media 4 anni
di più, il Meridione italico è il fanalino
di coda in Europa. In particolare, la zona
metropolitana di Napoli è la peggiore dove
nascere, con un gap di 8 anni in termini di
aspettativa di vita rispetto ai Paesi
dell'Unione europea.
Le ragioni del perché risiedono nella scarsa
prevenzione, diagnosi tardive, minore
disponibilità ai farmaci innovativi e
strutture sanitarie poco efficienti.
Lo dice il Rapporto Osservasalute,
principale prodotto dell’Osservatorio
Nazionale sulla Salute nelle Regioni
Italiane dell'Università Cattolica del Sacro
Cuore. Ma a pesare sono anche gli stili di
vita, col Sud che fa registrare i più alti
tassi di obesità e scarsa attività fisica.
«Venire al mondo nel Meridione d’Italia
significa nascere nella zona più derelitta
del continente», afferma il presidente
dell’istituto superiore di Sanità (Iss),
Walter Ricciardi. «Un divario originato dal
2001 con il cambiamento del titolo V della
Costituzione, che ha dato alle regioni la
quasi esclusiva potestà di organizzare e
gestire», aggiunge.
«Ad esempio, Bulgaria e Romania partivano da
condizioni peggiori, ma sono migliorate,
mentre le regioni italiane hanno perso tutti
i guadagni in aspettativa di vita maturati
nel dopoguerra», precisa Ricciardi.
«Il gap è talmente forte che le regioni da
sole non possono farcela. Se lo Stato
centrale, il ministero della Salute,
volessero intervenire per aiutare il
Meridione, non potrebbero farlo, perché la
Costituzione affida alle Regioni questa
competenza in modo esclusivo. Ci vorrebbe un
nuovo assetto nel rapporto tra Stato e
Regioni», ha concluso il presidente
dell'Iss.
(francesco patti / puntodincontro.mx /
adattamento e traduzione in spagnolo di massimo barzizza)
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