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22 febbraio 2018
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Che la grotta allagata più «lunga» al mondo
custodisse dei segreti già si sapeva. Ma gli
archeologi di certo non pensavano di trovare
al suo interno ossa di 2,5 milioni di anni
fa, sia umane che di animali estinti
dall’Era Glaciale.
È
questa la suggestiva scoperta fatta
dall’Istituto nazionale di antropologia e
storia del Messico nel Sistema Sac Actun di
Tulum, nella penisola dello Yucatan. Un
mondo sotterraneo «lungo» 347 chilometri,
che piano a piano sta svelando i suoi
misteri.
I
dati della ricerca parlano di ossa di una
fauna estinta fino a circa 2,6 milioni di
anni fa. Parliamo di zanne di elefanti
antichi, scheletri di bradipi giganti e orsi
ma anche un cranio e uno scheletro umano,
quest’ultimi risalenti ad almeno 9 mila anni
fa.
«Penso che sia travolgente. Senza dubbio è
il più importante sito archeologico
subacqueo del mondo», ha affermato il
ricercatore Guillermo de Anda, direttore del
Great Maya Aquifer Project dedicato allo
studio e alla conservazione delle acque
sotterranee della penisola dello Yucatan.
Secondo l’Istituto nazionale di antropologia
e storia del Messico, i livelli dell’acqua
sono saliti di cento metri dalla fine
dell’era glaciale, allagando questo
complesso sistema di grotte e creando «le
condizioni ideali per la conservazione dei
resti di megafauna estinta dal Pleistocene».
Ora non resta che continuare la caccia al
tesoro.
(massimo barzizza / puntodincontro.mx)
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