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25 giugno 2018
- Mentre in Russia si gioca la 21ª edizione
del campionato mondiale di calcio per
squadre nazionali maggiori maschili, nel
cuore della Toscana, Santa Maria Novella (la
squadra dei “Rossi”) ha vinto ieri
la finale 2018 del calcio storico
fiorentino, sconfiggendo i “Verdi” di San
Giovanni per dieci cacce (punti) e mezzo a
quattro. Un appuntamento come sempre
appassionante, anche se segnato dall'assenza
degli “Azzurri” di Santa Croce, che non
hanno partecipato in polemica con i
provvedimenti presi riguardo a squalifiche e
regolamento.

Le due squadre protagoniste da
tempo cercavano un'affermazione e sono
giunte all'incontro decisivo da strade
diverse. I Rossi in semifinale avevano
svolto poco più che una esibizione, vista
l'assenza degli Azzurri, mentre i Verdi
erano reduci da una partita dura contro i
“Bianchi” di Santo Spirito.
Il calcio storico fiorentino, conosciuto
anche con il nome di “calcio in livrea” o
“calcio in costume”, è una disciplina
sportiva che riecheggia un gioco chiamato
harpastum in latino. Consiste in una
competizione a squadre che si effettua con
un pallone gonfio d'aria, da molti
considerata come il padre del calcio
moderno, anche se nei fondamentali ricorda
molto più il rugby.
Nonostante le numerose affermazioni di
un'origine diretta da pratiche ludiche
dell'antica Roma, le prime fonti che
descrivono questa usanza sono
tardo-medioevali, sul finire del
Quattrocento.
La popolarità del gioco durò fino al XVIII
secolo, quando scomparve almeno come evento
organizzato.
La partita che diede il via, duecento anni
più tardi, alla rinascita di questa attività
ebbe luogo nel maggio del 1930 in occasione
della ricorrenza del quattrocentenario
dall'Assedio di Firenze. Da allora il calcio
fiorentino è andato riaffermandosi fino a
divenire la manifestazione rievocativa più
importante del capoluogo toscano.
(massimo barzizza / puntodincontro)
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