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10
marzo
2017
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L’Istituto Italo Latino Americano (IILA),
l’Ambasciata del Messico in Italia e le
Biblioteche di Area Umanistica e di Studi
Politici dell’Università degli Studi Roma
Tre hanno presentato mercoledì scorso la
versione integrale italiana di Tinísima,
il romanzo della scrittrice Elena
Poniatowska dedicato alla fotografa Tina
Modotti.
«Si tratta di un'opera molto complessa, un
po' come un quadro di Chagall. Non è
realistica nel senso tradizionale del
termine, e a Stalin certamente non sarebbe
piaciuta, ma ha questa fantasia e questo
tocco visionario che ci permettono di capire
che è la creazione di una grande
scrittrice», ha detto all'agenzia Notimex
l'autrice italiana Dacia Maraini,
intervenuta —assieme a Rosa Jijón dell'IILA
e a Federica Rocco dell'Università di Udine—
all'evento che ha avuto luogo alla
biblioteca Moby Dick di Roma.
Maraini ha spiegato che —con “Tinissima”,
come si intitola in italiano— il pubblico
potrà non solo conoscere i dettagli della
storia di un'artista che per molti anni
rimase praticamente sconosciuta nella sua
terra natale, ma anche comprendere un'epoca
che appartiene ormai al passato.
«Nel testo c'è molta passione, molta di
storia, non descrive solo la vita di una
donna, ma è il ritratto di un'epoca. Un
libro straordinario», ha aggiunto.
Germano Panettieri, direttore editoriale di
Nova Delphi Libri, che ha pubblicato il
volume, ha chiarito che questa è la prima
versione italiana completa del romanzo della
Poniatowska. Ha ricordato che una versione
del testo venne pubblicata negli anni '90,
ma si trattava di una traduzione del libro
pubblicato in inglese negli Stati Uniti, che
era stato ridotto a quasi la metà delle
oltre 600 pagine originali.
«Abbiamo voluto tornare al testo originale e
tradurlo dallo spagnolo. La tiratura
iniziale è di tre mila copie, il volume è
uscito nel novembre 2016 per la Fiera del
Libro di Roma e alla fine di gennaio ha
cominciato a circolare nelle librerie», ha
precisato.
Durante la presentazione del libro, la
traduttrice Francesca Casafina ha letto un
messaggio della Poniatowska in cui l'autrice
messicana ha sottolineato che Tina Modotti
(1896-1942) ha vissuto in Messico la fase
essenziale della sua vita, sia dal punto di
vista artistico, sia da quello sentimentale.
«Le sue fotografie ritraggono il Messico e
sono messicane. Fuori dal Messico non ha
fotografato quasi nulla, tranne alcune
immagini scattate in Germania, ma non siamo
nemmeno sicuri siano realmente sue», ha
aggiunto.

Mario Panizza,
Rettore dell'Università degli Studi Roma Tre,
e Dacia Maraini durante la presentazione del
libro.
(massimo barzizza /
puntodincontro.mx)
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