‘Riparare i torti’, il nuovo romanzo di Cacucci sul Messico

'Riparare i torti', il nuovo romanzo di Cacucci sul Messico / Foto: bologna.repubblica.it

Ore 09.20 – Il celebre scrittore Pino Cacucci torna in libreria con la sua ultima opera intitolata Riparare i torti, edita da Mondadori e disponibile al pubblico dalla fine di marzo del 2026. Al momento, tuttavia, non è ancora disponibile una traduzione in lingua spagnola.

Con questo nuovo lavoro, l’autore riafferma il suo profondo legame con il territorio messicano, un Paese che ha spesso definito come una magnifica ossessione e che continua a ispirare le sue narrazioni più avvincenti.

La trama ci catapulta indietro nel tempo, precisamente al 10 giugno del 1940, un momento storico cruciale in cui il mondo intero sta per sprofondare nel baratro del secondo conflitto mondiale. In un Messico ancora formalmente neutrale, il governo locale decide di requisire dieci navi mercantili italiane. In questo scenario carico di tensione fa la sua comparsa il protagonista Furio, nostromo dell’imbarcazione Lucifero. Sospettato di essere un antifascista e un disfattista, l’uomo viene reclutato per una missione delicata e pericolosa all’interno di una ricca tenuta agricola nel Chiapas, dedita alla coltivazione del caffè.

La proprietà in questione appartiene alla famiglia Braun, che vanta ramificati legami europei, e rappresenta un crocevia di intrighi politici internazionali. Da una parte vi sono le forti pressioni per favorire un colpo di stato ordito dai movimenti locali di estrema destra, dall’altra l’attenzione vigile e costante delle autorità governative. In questo clima di sospetto e cospirazione, Furio incontra Amalia, una figura femminile affascinante, misteriosa e spietata, animata da un profondo desiderio di giustizia dopo aver subito e assistito a inaudite violenze all’interno della piantagione.

Attraverso le vicende incrociate di questi tormentati personaggi, Cacucci tesse una trama in cui l’amore e la lotta si fondono indissolubilmente, unendo il destino di un marinaio italiano a quello di una terra lontana. La narrazione non è solo un racconto epico di avventure e passioni, ma anche un lucido invito a rileggere il passato con spirito critico, nella consapevolezza che la memoria storica rischia spesso di essere manipolata da chi detiene il potere. L’opera si rivela così un viaggio appassionante tra le pieghe di una nazione ribelle.

Foto: bologna.repubblica.it

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