
Ore 17.10 – La conduttrice Mónica Rojas ha ospitato il mariachi italiano Diego Martucci nel suo programma Mujer Mariachi su Jalisco Radio. Il musicista di Anagni è membro dal 2012 del gruppo Romatitlán, formazione molto nota nel Bel Paese e in Europa, fondata da Domenico Pasquini nel 1983.
Il colloquio ha ripercorso la carriera dell’interprete. Dopo aver iniziato a studiare chitarra nella sua terra d’origine, la Ciociaria, Martucci si è diplomato a Roma. Successivamente si è avvicinato alla tradizione messicana, approfondendo le tre radici di questa cultura musicale: quella indigena, quella spagnola e quella di origine africana, legata agli schiavi giunti a Veracruz.
L’artista si è specializzato nell’uso del guitarrón e della guitarra de son (strumento tipico della musica jarocha). Il suo impegno nella diffusione di questa cultura gli è valso il premio della Stella della Fama, consegnatogli a Roma direttamente da una delegazione arrivata appositamente da Città del Messico.
L’ospite ha raccontato come la passione sia sorta per caso grazie a un’alunna e al decisivo incontro con Pasquini: «Da quel momento è iniziata la mia avventura nel mondo della musica messicana. Da allora, ho trascorso ogni istante informandomi, ascoltando e studiando i gruppi».
Durante la trasmissione, Martucci ha tenuto a ringraziare la cantante Linda Azucena Murillo e il maestro Héctor Villicaña, fondatori del Mariachi Tradicional Tierra Mestiza. Ricordando l’accoglienza ricevuta a Guadalajara, dove ha avuto l’onore di suonare con loro davanti alla cattedrale e a Tlaquepaque, ha elogiato Linda per la grande umiltà con cui ha dedicato interamente la sua vita al mariachi.
Uno degli aspetti più interessanti dell’intervista è emerso quando i due interlocutori hanno analizzato la struttura ritmica della musica interpretata dai mariachi. Evidenziando il rispetto per le radici della tradizione, Martucci ha sottolineato il ruolo della strumentazione a corde, dichiarando: «Il suono è come un battito cardiaco, e senza guitarrón non esisterebbe questo genere».
Foto: Diego Martucci










