
Ore 17.28 – Il fotografo Augusto De Luca presenta Armageddon, una ricerca visiva ispirata ai recenti conflitti mondiali. Attraverso una combinazione di elementi surreali e metafisici, il lavoro esplora le dimensioni invisibili e i simbolismi legati alle guerre.
«La fotografia» —scrive De Luca— «ha sempre avuto il potere di catturare l’essenza della realtà, ma quando si avventura nel regno del metafisico e del surreale, diventa uno strumento per esplorare dimensioni invisibili e simbolismi profondi».
«In un mondo segnato dalle catastrofi delle guerre mondiali, la ricerca fotografica che intreccia queste tematiche offre uno sguardo unico sulla storia umana, una narrazione visiva capace di provocare emozioni e riflessioni. Le mie ultime fotografie trascendono il semplice atto di scattare immagini; si tratta di un viaggio nell’anima delle persone, un tentativo di catturare l’invisibile che si cela dietro gli eventi storici. Le cicatrici lasciate dai conflitti globali sono evidenti, ma ci sono anche le ombre e i silenzi, le storie non raccontate di chi ha subito e di chi ha combattuto».
«Attraverso i filtri dell’arte, si esplorano l’essenza delle emozioni umane, utilizzando elementi surreali per evidenziare il dolore e la speranza. Ogni immagine scattata in questo contesto è carica di simboli. Questi simboli non solo evocano la memoria collettiva delle guerre, ma invitano anche lo spettatore a confrontarsi con la propria interpretazione della sofferenza e della rinascita. La scelta delle forme, la composizione e l’illuminazione diventano strumenti per raccontare storie che vanno oltre il visibile».
«La componente surreale nella mia ricerca fotografica entra in gioco quando la realtà viene “distorta”, creando immagini che sembrano uscire da un sogno. In questo contesto, il surreale non vuole negare il dolore, ma amplificarlo, portando lo spettatore a una dimensione di comprensione più profonda, scenari onirici, ricchi di significati nascosti. Questo approccio sfida l’osservatore a riflettere su quale sia il confine tra la realtà e l’immaginazione, tra ciò che è stato e ciò che potrebbe essere».
«Questo lavoro fotografico surreale e simbolico sulle catastrofi delle guerre mondiali non è solo un documento, ma un invito a vedere oltre le immagini superficiali. È un richiamo a esplorare le emozioni e le esperienze umane, a confrontarsi con il passato e a trovare un significato profondo nella bellezza e nel dolore. Attraverso l’arte, le storie di milioni di vite perdute e trasformate continuano a vivere, incoraggiandoci a mantenere viva la memoria e a guardare al futuro con occhi nuovi».
Nato a Napoli il primo luglio 1955 e laureato in giurisprudenza, Augusto De Luca è diventato un professionista dell’immagine a metà degli anni Settanta. La sua carriera si è sviluppata tra le tecniche tradizionali e la continua sperimentazione con materiali diversi. Il suo stile si distingue per l’estrema cura delle inquadrature e per un approccio che affianca scatti di netto realismo a composizioni in cui le forme richiamano i principi della pittura metafisica. Autore di fama internazionale, ha ritratto numerose figure celebri ed esposto i suoi lavori in diverse gallerie in tutto il pianeta. Oggi le sue opere fanno parte di importanti collezioni pubbliche e private, tra cui spiccano la Biblioteca Nazionale di Parigi, l’Archivio Fotografico Comunale di Roma, la Galleria Nazionale delle Arti Estetiche di Pechino e il Museo della Fotografia di Charleroi in Belgio.










Foto: Augusto De Luca











