Conclusa la controversia Messico-Ue per l’uso del nome “tequila” in una birra

Conclusa la controversia Messico-Ue per l'uso della parola “tequila” in una birra

Ore 05.19 – È stata pubblicata ieri sulla Gazzetta ufficiale dell’UE la Decisione di esecuzione 2022/161 della Commissione europea —firmata da Ursula von der Leyen— con la quale conclude ufficialmente la procedura d’esame relativa agli «ostacoli applicati dal Messico all’importazione di tequila in Europa».

Il documento ufficializza l’annuncio diffuso il 13 luglio 2021 da Miguel Ángel Domínguez Morales, presidente del Consejo Regulador del Tequila (CRT), in cui aveva riferito sull’accordo amichevole raggiunto con Heineken al riguardo.

Sebbene i termini «rimangano riservati», Domínguez Morales ha sottolineato che l’intesa «è vantaggiosa per entrambe le parti e che la tequila continua ad essere fortemente protetta nell’Unione Europea», il suo secondo mercato di esportazione dopo gli Stati Uniti.

Il caso

Il CRT, che riunisce 163 grandi produttori del famoso distillato di agave, aveva intentato causa nel 2017 davanti ai tribunali di Amsterdam (Paesi Bassi) e Nanterre (Francia) sostenendo che Heineken faceva un uso improprio e non autorizzato della parola “tequila”, «adulterando la bevanda messicana per eccellenza e trasformandola in un’essenza poi utilizzata nella birra Desperados».

Fernando Cano, rappresentante per l’Europa del CRT, aveva spiegato che «[…] non possiamo permettere che il lavoro di 163 produttori e 20.000 agricoltori venga leso dalle cattive pratiche di una multinazionale che non rispetta lo spirito della norma, che richiede che almeno il 25% della bevanda contenga tequila. Heineken ha creato un marchio di birra per i giovani con l’obiettivo di far pensare che contiene tequila e che possono ubriacarsi più in fretta, ma non è così».

Cano aveva descritto in quell’occasione il modus operandi del colosso olandese: «Importa la tequila, la svuota nelle cisterne e trasforma un distillato in un’essenza. Non usa la tequila nel contenuto della bevanda, ma lo fa sull’etichetta».

La birra Desperados, il cui marchio appartiene a Heineken, è prodotta dal gruppo francese Brasserie Fischer ed è commercializzata come “birra aromatizzata alla tequila”.

La giustizia francese si è pronunciata a favore dei produttori messicani, ma nei Paesi Bassi è stata emessa una sentenza avversa al CRT, che ha presentato ricorso in un grado superiore. «Se [la sentenza] dovesse essere di nuovo sfavorevole, andremo alla Corte superiore di giustizia dell’Unione europea», aveva sottolineato Cano.

Parallelamente all’iter giudiziario, il CRT aveva scelto di negare alla società di produzione che forniva tequila alla Brasserie Fischer il rilascio dei necessari certificati di autenticità per l’esportazione. Di fronte a questo blocco, Heineken, attraverso la Brewers of Europe, aveva denunciato il Messico davanti alla Commissione europea per «ostacoli tecnici al commercio». Da parte sua, il CRT aveva presentato alle autorità comunitarie una lettera di sostegno di 40 associazioni di alcolici, comprese quelle produttrici di cognac francese e whisky scozzese, a difesa della proprietà intellettuale delle denominazioni di origine.

La denuncia di Brewers of Europe, registrata il 13 agosto 2020, ha innescato l’indagine che, dopo l’accordo raggiunto, si è ufficialmente conclusa ieri.

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