Zona Maco, arte, dialogo e prospettive globali tra Messico e Italia

Zona Maco, arte, dialogo e prospettive globali tra Messico e Italia / Immagine: Istituto italiano di cultura Città del Messico

Ore 10.49 – (ANSA) Città del Messico diventa uno dei principali epicentri dell’arte contemporanea internazionale. Dal 4 all’8 febbraio, il Centro Citibanamex ospita Zona Maco, la più importante fiera d’arte dell’America Latina.

Nata oltre vent’anni fa come piattaforma capace di tenere insieme mercato, ricerca curatoriale e sperimentazione, la fiera si è progressivamente affermata come un osservatorio privilegiato sulle trasformazioni del contemporaneo.

L’edizione 2026, articolata in diverse sezioni, dedicate all’arte contemporanea, alla modernità storica, alle prospettive del Sud Globale e al design, assume un rilievo particolare anche per la partecipazione, favorita dall’istituto italiano di cultura di Città del Messico, di due curatori italiani, invitati nel programma di conversazioni come protagonisti di un confronto tra Italia e America Latina.

Ilaria Conti e Stefano Collicelli Cagol, curatori italiani di riconosciuto prestigio, portano a Città del Messico prospettive maturate tra istituzioni europee e latinoamericane.

Ilaria Conti, Direttrice Esecutiva e Curatrice Capo di La Nueva Fábrica, opera da anni all’intersezione tra arte contemporanea, pratiche curatoriali e giustizia epistemica.

Attiva tra Stati Uniti e America Centrale, con base ad Antigua, Guatemala, guida un’organizzazione no-profit che affianca alla programmazione espositiva un articolato sistema di residenze internazionali e progetti educativi rivolti a comunità diverse.

La sua ricerca curatoriale si è sviluppata in contesti istituzionali di primo piano — dal Centre Pompidou all’American Federation of Arts, fino alla Biennale di Marrakech — e si inserisce in una rete transnazionale che include la collaborazione con il Museo Reina Sofía e l’American Academy in Rome.

Stefano Collicelli Cagol guida dal 2022 il Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato, portando a Zona Maco un solido bagaglio curatoriale maturato tra Italia ed Europa.

Il suo lavoro, sviluppato anche alla Quadriennale di Roma e in numerose istituzioni internazionali, si concentra sulle trasformazioni dell’arte contemporanea, sulle pratiche performative e sul dibattito pubblico, con uno sguardo costantemente rivolto ai processi di internazionalizzazione. Collicelli Cagol è inoltre membro del Comitato di Indirizzo del Ministero della Cultura e del Comitato Fondazioni per l’Arte Contemporanea.

Immagine: Istituto italiano di cultura Città del Messico

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