
Ore 13.59 – L’eco dei festeggiamenti per il trionfo negli Emirati Arabi Uniti è già un ricordo per Isaac del Toro. Il ciclista messicano, reduce dalla sua prima vittoria in una corsa a tappe del circuito mondiale, ha subito concentrato la propria attenzione sulla polvere della Toscana. Sabato sette marzo, infatti, affronterà una delle sfide più affascinanti e brutali del panorama ciclistico professionistico: la Strade Bianche.
Questa prestigiosa corsa, giunta alla sua diciannovesima edizione e considerata da molti come la sesta grande classica monumento, si snoda con partenza e arrivo nella splendida cornice di Siena. Il percorso di duecentoquindici chilometri mantiene intatta la sua natura spietata, caratterizzandosi per oltre quindici settori in terra battuta che coprono quasi settanta chilometri di superficie instabile. Non si tratta di una gara per puri scalatori, ma di una prova massacrante che richiede resistenza, tecnica di guida e potenza esplosiva. Il momento cruciale arriverà sulle pendenze che superano il diciotto per cento a Colle Pinzuto e Le Tolfe, prima del tradizionale epilogo sul ripido e stretto lastricato di Via Santa Caterina, che sfocia in Piazza del Campo.
La passata esperienza di del Toro nel ciclismo fuoristrada gli garantisce un notevole vantaggio tecnico su questo terreno insidioso. All’interno della formazione emiratina, il messicano non è più considerato un semplice apprendista. In virtù della sua straordinaria forma fisica e dell’attuale secondo posto nella classifica internazionale, affiancherà il numero uno al mondo, lo sloveno Tadej Pogačar, con il ruolo di co-capitano o di fidato scudiero per le fasi decisive.
In merito alla sua imminente avventura europea dopo il recente trionfo asiatico, il talento messicano ha dichiarato alla stampa sportiva: «Cercheremo di essere lì davanti. Sarà un’esperienza bellissima. Sono emozionato di correre in Europa e ora voglio solo tranquillizzarmi un po’ per tornare ancora più forte. Non riesco a credere di aver vinto; per me ha un significato enorme». La tattica della sua compagine punterà a sfruttare proprio l’aggressività del giovane ciclista per frammentare il gruppo sui sentieri ghiaiosi, costringendo gli avversari delle formazioni avversarie a logorarsi prima dell’attacco finale a lunga distanza del fuoriclasse sloveno.
Foto: Ivan Benedetto / SprintCyclingAgency










