L’artista messicano Mario García Torres a Torino tra storia e cosmo

L'artista messicano Mario García Torres a Torino tra storia e cosmo / Foto: Sebastiano Pellion di Persano

Ore 07.22 – Fino al 14 febbraio 2026, gli spazi della Galleria Franco Noero in via Mottalciata a Torino si trasformano in un archivio pittorico e concettuale grazie a OILS, la seconda personale dell’artista messicano Mario García Torres. L’esposizione segna una svolta tecnica per il maestro, noto per i suoi video e installazioni, che qui si cimenta per la prima volta in modo sistematico con la pittura a olio e cera, utilizzata non come semplice mezzo estetico, ma come strumento documentale per indagare le zone d’ombra della storia.

Al cuore del progetto vi è una rilettura del “Messico rivoluzionario” che intreccia cronaca politica e fenomeni naturali. Le opere principali, come quelle delle serie Primer Acto e Segundo Acto, rievocano l’assassinio del leader studentesco cubano Julio Antonio Mella avvenuto a Città del Messico nel 1929. García Torres non si limita a dipingere l’evento, ma rielabora le ricostruzioni sceniche realizzate all’epoca dalla fotografa Tina Modotti, compagna di Mella, creando un cortocircuito tra verità storica e messa in scena. Questa indagine è arricchita da un’installazione specifica in cui l’artista utilizza carta intestata di hotel per tracciare mappe e appunti sugli ultimi movimenti di Mella, trasformando la galleria in una stanza d’investigazione.

Un aspetto inedito della mostra, che amplia lo sguardo oltre la politica, è il parallelismo tra le turbolenze sociali e quelle cosmiche e geologiche. García Torres accosta la violenza della rivoluzione alla potenza del vulcano Paricutín, il più giovane del mondo nato in un campo di mais messicano, e al passaggio della Cometa di Halley nel 1910. Attraverso tele che ritraggono la cometa vista da diverse prospettive globali, il virtuoso suggerisce una connessione poetica tra l’imprevedibilità della natura e l’instabilità delle vicende umane, offrendo al pubblico un’esperienza che trascende il semplice dato biografico per diventare riflessione universale sul tempo e la memoria.

Foto: Sebastiano Pellion di Persano

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