
Ore 08.34 – Nei primi due mesi del 2026, le esportazioni di tequila dal Messico hanno registrato una forte contrazione globale, eppure l’Italia si distingue per i suoi risultati eccellenti. Secondo i dati del Consejo Regulador del Tequila, tra gennaio e febbraio, il mercato del Bel Paese ha segnato una notevole crescita delle importazioni (+11%) rispetto allo stesso periodo del 2025, confermandosi un porto sicuro per il celebre distillato messicano. In un panorama internazionale segnato da una flessione evidente, infatti, tra i principali acquirenti solamente Italia, Francia (+32%) e Giappone (+250%) sono riusciti a registrare volumi in aumento.
Complessivamente, le esportazioni verso i dieci principali Paesi di destinazione sono crollate di oltre 31,5 milioni di litri, passando da 71,4 milioni nei primi due mesi del 2025 a 39,8 milioni nel 2026, segnando una diminuzione di circa il 44%. Questo forte calo totale è determinato in grandissima parte dalla flessione degli Stati Uniti (-47%).
In questo scenario, l’Italia vanta un primato qualitativo assoluto, restando saldamente prima in classifica per la percentuale di consumo di tequila 100% di agave, che sfiora il 98% del totale importato. La dicitura indica la tipologia di maggior pregio sul mercato, poiché garantisce che la bevanda sia stata fermentata e distillata esclusivamente utilizzando i pregiati zuccheri estratti dalla pianta di agave blu, senza l’aggiunta di altri zuccheri industriali o economici, ottenendo così un prodotto puro e dal sapore autentico.

Foto: mural.com.mx – Tabella: Puntodincontro in base a dati del Consejo Regulador del Tequila










