
Ore 06.46 – Nel primo trimestre del 2026, le esportazioni di tequila dal Messico verso l’Italia hanno registrato un incremento netto, in chiara controtendenza rispetto alla flessione di molti mercati storici. Tra il primo gennaio e il 31 marzo di quest’anno, in base ai dati del Consejo Regulador del Tequila, la penisola ha importato 1.135.132 litri del distillato, segnando una crescita del 34,2% rispetto agli 845.599 litri dello stesso periodo del 2025.
Questo volume posiziona l’Italia all’ottavo posto nella classifica globale delle destinazioni. Il dato positivo spicca ancor di più se confrontato con la contrazione dei maggiori acquirenti: gli Stati Uniti, al primo posto assoluto, hanno segnato un calo dell’11,1%, mentre nazioni come Germania e Regno Unito hanno ridotto gli acquisti rispettivamente del 20,6% e del 17,8%.
L’aspetto centrale del mercato italiano, in continuità con le rilevazioni degli anni passati, rimane tuttavia l’altissima incidenza dei prodotti di pregio. L’Italia si conferma la prima nazione per quanto riguarda la qualità delle importazioni. Su oltre un milione di litri giunti nel Paese nel trimestre in esame, ben 1.019.731 litri appartengono alla categoria «100% agave». Ciò significa che quasi il 90% della bevanda destinata all’Italia è di fascia alta.
Si tratta della percentuale più elevata in assoluto tra le prime dieci nazioni importatrici. A titolo di paragone, negli Stati Uniti la quota di prodotto puro si ferma al 72% e nel Regno Unito al 71,2%, mentre nazioni europee come Spagna e Germania si attestano su valori nettamente inferiori, pari rispettivamente al 12% e all’11,4%. Le statistiche confermano dunque un approccio ben definito: a fronte di volumi totali inferiori rispetto ai giganti del commercio mondiale, il mercato italiano mantiene saldo il proprio orientamento verso la valorizzazione del prodotto messicano originale.

Foto: alfa-editores.com.mx – Tabella: Puntodincontro con dati del Consejo Regulador del Tequila











